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Qui e allora? cadere dalle nuvole non è poi cosi male

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.

Restate

Pensieri e riflessioni . Trova la differenza

Questo è un pensiero . Lancio una pallina la in alto senza direzione . Aspetto che ritorni .

La mia estate 2022

Non ho fatto niente di organizzato. Ho camminato al sole estivo per tanto tempo.
Sono stato. Dentro per liberare il fuori . Questo dicono i piedi , veri protagonisti del reale. Penso che il mondo diventi più tuo , quando con un telo ti ci siedi o ci attraversi un sentiero, strada, piazza .

Estate nuova, questa. Sorprendente a tratti. Meravigliosa e buia intimamente. C’è da saperci stare . Coraggio mi dico e dico.

Le distrazioni lasciatele ai professionisti cercando di riconoscerli

Coerenza naturale

La coerenza è una trappola, una delle peggiori, nonostante i panegirici che le vengono dedicati – proprio quei panegirici in realtà possono far intuire che ci sia qualcosa che non va. Ogni volta che sento dire a qualcuno che è coerente è perché non vuole fare qualcosa: “se non faccio A non farò nemmeno B”; “la cosa C non mi sta bene, quindi non farò nemmeno D”; “per tutta la vita hai fatto X, come fai adesso a fare Y”. Anche la Treccani riporta la coerenza come mancanza di contraddizione…peccato che l’etimologia dica altro. La coerenza, infatti, etimologicamente, indica parti che esistono insieme, nient’altro; nessuno ha mai affermato che queste diverse parti debbano essere allineate, anzi! È veramente coerente chi riesce a mantenere insieme parti diverse di sé, anche – è perché no, soprattutto! – in contraddizione tra loro, riuscendo a farle comunicare in armonia e in sintonia. In botanica si parla di botanica come unione di parti diverse che concorrono alla vita della pianta, sia che queste siano cresciute insieme o meno: la coerenza deve essere più un esercizio di riconoscimento delle diverse sfumature presenti nella complessità, più che una virtù decantata per mostrare al mondo quanto si è immobili e sterili e bravi a ripetere ogni giorno lo stesso copione. Se devi scegliere una coerenza, scegline una che ricordi le piante.

Young folk

I pensieri lunghi a volte atterrano e trovano pace in certi incontri . I libri li scrivi tu prima dentro di te poi , improvvisamente, li ritrovi . Negli sguardi dell’anima

“Ecco cosa spesso siamo da adulti..siamo vite vissute da altri e per altri.
Siamo i cambiamenti che non facciamo, i percorsi ripetitivi che non abbandoniamo.
Siamo persone sole che se la raccontano.
Se almeno avessimo il coraggio di ammetterlo e di essere onesti fino in fondo, avremmo già fatto abbastanza per rompere l’inerzia. Per tornare a prenderci quello che cerchiamo: la vita, e con essa, la felicità “.

( Dal libro” Young Folks” di G. Pierantozzi)

Pelle delle mie brame

La pelle divide il dentro dal fuori . Racconta il dentro . Lo puoi vedere , sentire , accarezzare

Poesia di Chandra

La pelle è sempre in prima linea
come i cappotti le madri i villaggi,
è un confuso conoscitore di mondi
è serbatoio e cemento
trasale fa barriera
è distendibile e delicatamente resistente
sanguina respira. Nuca mani e piedi
spalle petto fianchi conoscono
il mondo senza l’assedio della narrazione
stormiscono e scompensano il pensiero.
La pelle è educazione sentimentale
ogni parola un branco che preme i pori
e ne fa porte sul cielo vuoto dell’interno,
dove soffia la memoria
l’aria del tempo.
Per primo viene il tatto
quando mettiamo una parola
al mondo. Invecchiando la pelle
diventa piú sottile
perché aumenta il desiderio
di mistero, diminuisce
la paura di attacco.
È nuda su questa terra,
si sbriciola nel passaggio.
In lei la vita umana si consuma
e poi si spegne o forse vola
fuori di lei, la lascia.

Chandra Candiani da ‘La domanda della sete.’ Einaudi

Mistero

Saper scrivere è lasciar comprendere

Grande Vito Mancuso dal web

MISTERO ED ENIGMA
Mistero è diverso da enigma. L’enigma è un rompicapo che riguarda l’intelligenza; il mistero è una condizione che riguarda la vita. L’enigma è là fuori, il mistero è qui dentro. Di fronte a un enigma l’intelligenza si lancia a risolverlo; di fronte al mistero la vita sente che deve tacere: non a caso il termine greco mystérion, da cui il latino mysterium, viene dal verbo mýo, che significa «mi chiudo, sono chiuso», detto di occhi e di labbra. La percezione del mistero si dà come inquietudine e al contempo come meraviglia. Per quanto mi riguarda, l’esperienza più intensa del mistero la provo di fronte al bene e alla gratuità che, in un mondo dove tutto è forza, calcolo e interesse, mi rimanda a una dimensione diversa. #VitoMancuso

Moralmente

Morale e libertà procedono di pari passo.

Il tu devi e il tu sei sono gabbie.

s’impara ad andare in linea retta solo camminando senza alcun binario: solo allora si apprende che cosa siano la vera obbedienza e la vera responsabilità.

Finché si cammina tra due alte pareti, dal cui percorso è impossibile deviare, non c’è né libertà né responsabilità, e tanto meno una qualunque altra virtù; potete essere completamente ubriachi, e ciò nonostante andare dritto. Se siete stretti tra due pareti, vi è semplicemente impossibile andare a zig-zag.

Ora, può darsi che, durante le molte centinaia d’anni che caratterizzano una civiltà consolidata, possa prevalere tale condizione: una strada sicura fiancheggiata da solidi muri.

Giunge però un tempo in cui questi stessi muri cadono, e a questo punto ci troviamo all’improvviso a dover dipendere da noi stessi. Tutto viene messo in discussione, e allora abbiamo bisogno di una guida interiore, perché i valori esterni non sono più in grado di offrirla.

Con ciò la stabilità del mondo viene a basarsi soltanto sulla nostra stessa affidabilità, sul fatto di poter contare su noi stessi.»

(C.G. Jung – Seminari sullo Zarathustra di Nietzsche, 1934-39 – Bollati Boringhieri, p.287

Jung Italia . Grazie

Non di solo fuoco

Un giorno incontriamo la persona giusta. Restiamo indifferenti, perché non l’abbiamo riconosciuta: passeggiamo con la persona giusta per le strade di periferia, prendiamo a poco a poco l’abitudine di passeggiare insieme ogni giorno. Di tanto in tanto, distratti, ci chiediamo se non stiamo forse passeggiando con la persona giusta: ma crediamo piuttosto di no. Siamo troppo tranquilli; la terra, il cielo non sono mutati; i minuti e le ore fluiscono tranquillamente, senza rintocchi profondi nel nostro cuore. Noi ci siamo sbagliati già tante volte: ci siamo creduti in presenza della persona giusta, e non era. E in presenza di quelle false persone giuste, cadevamo travolti da un tale impetuoso tumulto che quasi non ci restava più la forza di pensare: ci trovavamo a vivere come al centro d’un paese incendiato: alberi, case e oggetti divampavano intorno a noi. E poi di colpo si spegneva il fuoco, non restava che un po’ di brace tiepida: alle nostre spalle i paesi incendiati sono tanti che non possiamo più nemmeno contarli. Adesso niente brucia a noi. Per settimane e mesi, passiamo i giorni con la persona giusta, senza sapere: solo a volte, quando rimasti soli ripensiamo a questa persona, la curva delle sue labbra, certi suoi gesti e inflessioni di voce, nel ripensarli, ci dànno un piccolo sussulto al cuore: ma non teniamo conto d’un così piccolo, sordo sussulto. La cosa strana, con questa persona, è che ci sentiamo sempre così bene e in pace, con un largo respiro, con la fronte che era stata così aggrottata e torva per tanti anni, d’un tratto distesa; e non siamo mai stanchi di parlare e ascoltare. Ci rendiamo conto che mai abbiamo avuto un rapporto simile a questo con nessun essere umano; tutti gli
esseri umani ci apparivano dopo un poco così inoffensivi, così semplici e piccoli; questa persona, mentre cammina accanto a noi col suo passo diverso dal nostro, col suo severo profilo, possiede una infinita facoltà di farci tutto il bene e tutto il male. Eppure noi siamo infinitamente tranquilli. E lasciamo la nostra casa, e andiamo a vivere con questa persona per sempre: non perché ci siamo convinti che è la persona giusta: anzi non ne siamo affatto convinti, e abbiamo sempre il sospetto che la vera persona giusta per noi si nasconda chissà dove nella città. Ma non abbiamo voglia di sapere dove si nasconde: sentiamo che ormai essere ben poco da dirle, perché diciamo tutto a questa persona forse non giusta con cui adesso adesso: e il bene e il male della nostra vita noi vogliamo riceverlo da questa persona e con lei. Scoppiano fra noi e questa persona, ogni tanto, violenti contrasti: eppure non riescono a rompere quel ritmo infinita che è in noi. Dopo molti anni, solo dopo molti anni, dopo che fra noi e persona si è intessuta una fitta rete di questa abitudini, di ricordi e di violenti contrasti, sapremo infine che era davvero la persona giusta per noi, che un’altra non l’ dobbiamo sopportare, che solo a lei possiamo chiedere tutto quello che è necessario al nostro cuore.

Natalia Ginzburg (da Le piccole virtù )

Saper stare.

Amo condividere queste parole così vibranti .

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare
domande,
senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.

Inspirazione, espirazione, un passo dopo
l’altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

Il mondo avrebbe potuto essere preso per
un mondo folle,
e io l’ho preso solo per uso ordinario.

Nessun come e perché –
e da dove è saltato fuori uno così –
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

Ero come un chiodo piantato troppo in
superficie nel muro
(e qui un paragone che mi è mancato).

Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti
perfino nell’ambito ristretto d’un batter
d’occhio.

Su un tavolo più giovane da una mano d’un
giorno più giovane
il pane di ieri era tagliato diversamente.

Le nuvole erano come non mai e la pioggia
era come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

La terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.

E’ durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.

Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.
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Wislawa Szymborska
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Simone weil , ti amo

SIMONE WEIL E LA RADICE DEL GRANDE SEGRETO
«Abbiamo visto che la mente innamorata conosce due possibilità: aderire al mondo presente, oppure postulare un mondo diverso e più giusto. La prima possibilità ragiona dal punto di vista fisico o ontologico all’insegna di ciò che è; la seconda dal punto di vista etico all’insegna di ciò che dovrebbe essere. Per la prima il concetto guida è l’essere, oppure la realtà; per la seconda il concetto guida è il bene, oppure la giustizia. La prima è la via dell’immanenza, la seconda la via della trascendenza.
Vi è un passo di Simone Weil, scritto in un giorno imprecisato dell’inizio 1942, che è una condensazione fulminante di tutto ciò. Lei stessa era consapevole della sua importanza perché lo sottolineò, come appare dall’edizione dei Quaderni che lo riporta al corsivo. Eccolo:
«Identità del reale e del bene. Necessità come criterio del reale. Distanza tra il necessario e il bene. Sbrogliare questo. È della massima importanza. È qui la radice del grande segreto».
Riscrivo il brano suddividendolo logicamente e inserendovi le mie osservazioni:
– «Identità del reale e del bene. Necessità come criterio del reale»: è la visione che governa il pensiero stoico, di Spinoza, di Hegel, di Nietzsche, e in genere delle filosofie e delle religioni (tra cui in primo luogo l’islam) che insistono sul primato della necessità, sia di tipo personale (Dio) sia di tipo impersonale (Destino), che domina il corso delle cose.
– «Distanza tra il necessario e il bene»: è la visione che governa il pensiero della profezia ebraica e di Gesù, di Platone, di Kant, di Dostoevskij, di Jaspers, e in genere delle filosofie e delle religioni (tra cui in primo luogo l’ebraismo della linea profetica e sapienziale) che insistono sulla realtà della libertà con la sua indeterminazione e sul primato della giustizia.
– «Sbrogliare questo. È della massima importanza. È qui la radice del grande segreto»: questo è il compito del pensiero.
Il punto, però, è che nessuno riuscirà mai a sbrogliare questo nodo inestricabile, perché vi sono ragioni legittime a favore di una istanza e dell’altra. È solo l’amore che pervade la mente a collocare un essere umano che pensa su una via oppure sull’altra».

VitoMancuso grazie

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