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Qui e allora? cadere dalle nuvole non è poi cosi male

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.

Pause di profondo

« I profondi. – Gli uomini che pensano profondamente appaiono a se stessi commedianti nei rapporti con gli altri, perché allora, per essere capiti, devono sempre simulare una superficie. »

« Tutto ciò che è profondo ama la maschera; le cose più profonde hanno per l’immagine e l’allegoria perfino dell’odio. […] Ogni spirito profondo ha bisogno di una maschera: e più ancora, intorno ad ogni spirito profondo cresce continuamente una maschera, grazie alla costantemente falsa, cioè superficiale interpretazione di ogni parola, di ogni passo, di ogni segno di vita che egli dà. »

F. Nietzsche, “Umano, troppo umano” II, 232
Id., “Al di là del bene e del male”, 40

essere in crisi

Significa fermarsi e scegliere

“Il vocabolo crisi indica oggi il momento in cui medici, diplomatici, banchieri e tecnici sociali di vario genere prendono il sopravvento e vengono sospese le libertà. Come i malati, i paesi diventano casi critici. Crisi, la parola greca che in tutte le lingue moderne ha voluto dire «scelta» o «punto di svolta», ora sta a significare: «Guidatore, dacci dentro!».


[…]
Ma «crisi» non ha necessariamente questo significato. Non comporta necessariamente una corsa precipitosa verso l’escalation del controllo. Può invece indicare l’attimo della scelta, quel momento meraviglioso in cui la gente all’improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rinchiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa. Ed è questa la crisi, nel senso appunto di scelta, di fronte alla quale si trova oggi il mondo intero.”

[….] Ivan Illich Origine: Per una storia dei bisogni, La disoccupazione utile e i suoi nemici professionali, pp. 18-19

Grazie Sara Gandini ( post privato questo)

Aggiungi .

Non dimentichiamo che Illich aveva una forte visione conviviale del legame sociale, il che significa apprezzamento delle relazioni e delle loro priorità rispetto alle visioni individualistiche a cui riduce la logica del mercato e delle specializzazioni. Le gabbie in cui si è rinchiusa la gente sono quelle dell’individualismo che nega le responsabilità verso gli altri e le loro vite, e l’interdipendenza che ci lega al tutto.

Un po’ di te

«Se adesso cominciasse a piovere ti bagneresti, se questa notte farà freddo la tua gola ne soffrirà, se torni indietro a piedi nel buio dovrai farti coraggio, se continui a vagare sarai sempre più sfatto. Ogni fenomeno è in sé sereno. Chiama le cose perché restino con te fino all’ultimo.»

Ciao Gianni Celati poeta della solitudine

Non sei solo, sei unico

L’ho sempre creduto

La solitudine non deriva dal non avere persone su una persona, ma dall’incapacità di comunicare le cose che sembrano importanti per se stessi, o dall’avere certi punti di vista che gli altri trovano irricevibili. Se un uomo ne sa più degli altri, diventa solo. Ma la solitudine non è necessariamente inimica alla compagnia, perché nessuno è più sensibile alla compagnia dell’uomo solo, e la compagnia prospera solo quando ogni individuo ricorda la propria individualità e non si identifica con gli altri! ~Carl Jung

(Libro: ricordi, sogni, riflessioni)

Il potere

Attrae ma brucia

Il potere non va lasciato solo. Straripa

‘ Il punto è che non si può mettere un essere umano in una delle condizioni di maggiore fragilità per la nostra natura e poi lasciarlo da solo. Non puoi dare il potere ad una persona e poi lasciarla sola, specie se lei quel potere lo voleva. Non ce la può fare. Deve proprio cambiare la nostra relazione di base con il potere, dobbiamo smettere di darlo ad altri e se glielo diamo, perchè è questo il modo che abbiamo scelto per organizzarci, dobbiamo sapere che dobbiamo stargli accanto continuamente…con il fiato sul collo, se proprio non riusciamo ad immaginarla in un modo più amorevole, altrimenti è assai improbabile che si occupino dei fatti nostri’

Ispirata lei ( Claudia Fabris ) grazie

Questo è un racconto dei mei incontri. Raccolgo tracce invisibili agli occhi

Grazie Claudia Fabris ( parole sotto sale )

Attualite’, fraternite’ .. liberte’

Lui mi piace . È rock and roll

Camus – quando le passioni collettive hanno sostituito le passioni individuali, la libertà è l’ultima passione individuale. Nella tradizione classica, era l’amore a essere minacciato dalla società. Oggi, è la libertà in ogni sua forma”

In SEO di Google impazzisce 😀😀

Ci credo

«I biologi hanno scoperto che all’interno delle cellule del tessuto del bruco ci sono cellule chiamate cellule immaginative. Risuonano su una frequenza diversa. Inoltre, sono così diverse dalle altre cellule che il sistema immunitario del bruco le prende per nemiche e cerca di distruggerle. Ma continuano ad apparire nuove cellule immaginative e sempre di più… Improvvisamente il sistema immunitario del bruco non può più distruggerle abbastanza velocemente e diventano più forti collegandosi le une alle altre per formare una massa critica che riconosce la loro missione di realizzare l’incredibile nascita di una farfalla.

Nel 1969 Margaret Mead ha dichiarato: “Non dobbiamo mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini motivati e determinati possa cambiare il mondo”.

Sarà sicuramente così che, nonostante tutto, ci siamo trovati.
Credo fermamente, come molti altri, che ci sia un fermento evolutivo nel tessuto della società attuale. 
Nonostante il clamore della paura, dell’avidità, del consumo eccessivo e della violenza che si esprime attraverso il tessuto sociale, esiste un’unione di uomini e donne che possiamo chiamare cellule immaginative, che rivelano un mondo diverso, una trasformazione, una metamorfosi.

Il poeta uruguaiano Mario Benedetti ha scritto: ′′Cosa accadrebbe se un giorno, ci svegliassimo e ci rendessimo conto che siamo la maggioranza”? A quel punto le cellule immaginative prevarrebbero e farebbero uscire la farfalla da un mondo di vermi! 

E’ tempo di risveglio.
Gruppi di cellule immaginative si riuniscono ovunque, iniziano a riconoscersi, sviluppano gli strumenti organizzativi per aumentare il livello di coscienza, affinché la prossima tappa della società umana si manifesti, per creare una nuova dimensione della vita, una società che smetta di essere un bruco e potrà diventare farfalla, una società più compassionevole e giusta, un’umanità radicata nella felicità e nella comprensione reciproca».

  • anonimo

semplice, non facile

L’amore non è una forza uguale e contraria per cui chi riceve è spinto a dare in egual misura, è un prestito spesso con l’interesse passivo o semplicemente una scommessa, come fa il contadino quando getta il seme nella terra

ogni esperienza ha il suo perchè

Perdita di esperienza

Quasi cent’anni fa Walter Benjamin denunciava una nuova barbarie del suo tempo: la perdita di esperienza. Anche oggi, divorati dalla complessità del presente, gli esseri umani anelano a un ambiente confortevole, in cui lasciarsi attraversare da flussi d’informazione e poter delegare ad agenti esterni tutto ciò che ha a che vedere con la loro felicità, per nutrirsi di certezze semplici e fugaci. L’esperienza ha invece in sé qualcosa di violento, di pericoloso, attraverso il quale è necessario spingersi per arrivare a vivere-con i diversi mondi che ci attraversano – per poter pensare. Nell’epoca in cui i soggetti sono divenuti profili, prodotto interpassivo dei dispositivi di potere e delle tecniche esercitate dal governo degli algoritmi, sentiamo allora la necessità di tornare a vivere i nostri pensieri e le nostre sensazioni, di accedere a strutture di azione capaci di recuperare una certa pratica del reale: di dare senso all’esperienza vissuta.
È forse così che possiamo rileggere, nella contemporaneità, l’imperativo volto ad “aver cura di se stessi” della filosofia greca antica: come la necessità di una costante terapeutica delle soggettività e degli stili di vita, un’etica e una poiesis dell’esistenza ben lontana dalle derive individualistiche, ma anche dal narcisismo estetizzante o dalla contemplazione snobistica del disastro. Libertà è allora innanzitutto una pratica, un costante impegno nel confronto e nella cura di sé e degli altri, per costruire una salute integrale, dell’esistenza e del pensiero.
                                                                                                                         

grazie @ Sara Baranzoni

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prendete distanza da chi riempe la tua attenzione senza chiedere permesso.

ascoltate musica andata a cercarla negli occhi delle persone che la costruiscono vivendola.

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Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.

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