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Qui e allora?

Non esiste un uomo che non abbia bisogno di raccontarsi

Sintonia vs social

Tornare qui non è facile. Questo spazio è dedicato alle sfumature del pensiero.

Mi sembra di essere stato in guerra. Forse lo siamo. Una guerra spirituale, interna e singola tra singoli.

Si vince e si perde da soli. E’ sempre stato così. Abbiamo sempre bisogno di credere alle favole e a chi c’è le racconta meglio .

Oggi c’è un oracolo globale che amplifica tutto e tutti. Con le sue regole che nessuno conosce. Non si resuscita ne reincarna. Si muore e basta, meglio che ti dai da fare !

Una corsa ad apparire più vivo possibile. In alto e in basso solo li trovi sangue. Polarizzare le attenzioni diventa il nuovo uncino per le anime perse. Li trovi sangue, emozioni.

Un colpo di teatro 🎭

Sei fottuto.

Occorre saperlo. Non guidi tu. Ma le tue emozioni profonde.

Non più la morte ti fa paura e ti guida ma la non vita.

La cerchi ovunque e in quella degli altri . Ecco i social i selfie ecc in mano a multinazionali .

Torniamo a sceglierci. Cazzo!

Prima regola :

Evitare di condividere notizie che polarizzano sullo scontro.

Parole che fanno compagnia :

“La sintonia nasce tra chi ha le stesse note dentro.”

frequentiamoci di più

El muniria – Stanza

https://youtu.be/wN3SgCzrBE0

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Andrea Laszlo De Simone – “Perdutamente””

Un cantautore sul quale puntare.

Vizio di forma

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Politica e ritmo

Amo la musica. La capisco. dentro. I rifugiati poetici sono cosi. Usiamo di più la parola raccordarsi che accordarsi.

ecco.

(La politica) e i suoi linguaggi. La musica è un linguaggio spontaneo, direi. Ci aggiunge un ritmo per renderlo completo. Chiunque sta bene non lo reprime ma lo ascolta.  Oggi quale è il ritmo dell’Italia. Le domande sono dappertutto e nel video capite dove ho spostato attenzione. Questo è un esempio. Uno spunto. Un la con il diapason a 440 hz.

Le risposte invece bisogna studiarle, proprio, tanto. Per recuperare tempo, penso, tantissimo.
Oggetto dello studio: abbiamo bisogno di un ritmo, intanto. Poi ci accordiamo con le parole. che ne dite?

P.s. vietato usare la parola speranza se non con un aggettivo avanti. ( attiva, aggiungo io, per un suggerimento )

Ne parleremo in strada, non qui.

Discendere con classe

NON LO SAPEVO.

Sono in una fase di lavoro duro. Quello vero e cioè quello che mi salverà dall’unica paura.

In un dialogo via chat con una poetessa che non sa ancora di volerlo diventare veramente, ho scritto.

LA FELICITA’ E’ UNA COSA SERIA.

e lei ..fai citazioni ? Io ? no

si si .. vado a cercare. e guarda un po’. Le poetesse bisognerebbe frequentarle per religione!

Discendere. Bianca è mia figlia (non di possesso) lei ha scelto noi, oggi ho litigato con Saula (madre e moglie ) e da anni tutti mi dicono che assomiglio a Moretti.

Stasera mi ubriaco di vita.. e mi rileggo “il codice dell’anima” di Hillman.

felicità fisica

Ero impaziente, curioso. Un nuova canzone dopo tutto il polverone sollevato. Il viaggio in America, le pacche sulle spalle, i soldi, una felicità inaspettata. da riconoscere. I salti di ottava. poche cose fatte bene. E’ una sensazione di meritata felicita. fisica. sua. sudata.

La musica è una esperienza fisica.

A caso come la perfezione.

Oggi si conta tutto. si analizza tutto. I desideri diventano domande. Le domande diventano bisogni. I bisogni diventano obbiettivi. E cosi che anche le emozioni .

“Quanto costa la felicità ” è un ritornello che se ora non ti dice niente poi vai al supermercato e tra una carrello e una busta bio la sentirai. Io ci sento una involontaria (?) provocazione. Una domanda e una risposta. Un quanto? 

Numeri.clic.visualizzazioni.soldi

Innocentemente pop ma potente. Se fossi un politico / manager / potente,  saprei come rivolgermi a loro.

Ma io mi rivolgo più volentieri al loro. A caso come la perfezione. I numeri li lasciamo agli altri. oggi. La musica mi interessa non per cose è ma per cosa fa.

Il vaccino più importante che nessuno fa!

via Il vaccino più importante che nessuno fa!

Ho deciso.

Non ci crediamo più.

Resuscitare i morti, quando ?

Ulula con i lupi , addirittura. Non vedo l’ora.

L’immaginazione ha bisogno di vuoto.

Basta, per favore.

Questa è la mia campagna politica ultra progressista.

 

 

 

Sacchetto anche no

Facciamo uno sforzo?

Questa storia dei sacchetti della verdura ricorda una volta di più che lottare soltanto per i diritti del consumatore rende ancora più consumatori. Che questi milioni di indignati sono sudditi fin nel midollo.

“Mi stai fregando con questi sacchetti!”, grida il popolino. Sì, ma non nel modo in cui pensi tu, sfilandoti una manciata di euro l’anno. Ti sta (e soprattutto ti stai) fregando perché ti illudi di contare qualcosa, di essere un attivista, uno che lotta per la sua libertà, quando invece sei soltanto un consumatore che desidera quel che gli è stato detto di desiderare. È quello che metti ogni giorno dentro alla busta a renderti schiavo, non la busta. Ti lamenti per una crepa nel muro della prigione in cui vivi.

Andrea Colamedici

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Luca De Biase

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Aggiungere è un buon verbo, un bel verbo.

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