20 giugno. 

NON LO SAPEVO. Ma il mio profondo forse si. Le mani sono le prime ad andare verso il dolore o il cuore. Provate ad indicarvi?  Magicamente il dito della vostra mano non va sulla testa o sugli occhi …ma sul Cuore.

Cosi è successo ieri. Passeggiavo in bicicletta con la famiglia nelle campagne organizzate della Romagna impegnata nel rituale “sabato al supermercato”. La pista ciclabile porta ad un mulino attrezzato con una piccolo giardino con fontanella e alcune panchine. In una di questa c’era un ragazzo di colore. Mi sono seduto per conoscerlo, così, d’istinto. Avevo voglia di viaggiare nelle storie. quelle recenti. Dal Bangladesh a Bagnacavallo il suo punto di vista e il mio. La guerra c’è sempre. Dentro di noi, credo. Ascoltare le sue parole e vedere i suoi sorrisi con i quali accompagnava i sui ricordi e le sue storie è stato molto commovente. In quella panchina abbiamo vinto tutti e due. Sarei rimasto li ancora molto tempo, lui non aveva nessuna fretta, ogni sillaba aveva la sua importanza. Da oggi sicuramente incontrerò più i suoi saluti che quello dei Bagnacavallesi, troppi impegnati a rincorrere le ultime offerte al supermercato. A presto Raunn ..non so se si scrive cosi ..però suona così. 🙂

“Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che è la famiglia umana.”
Vittorio Arrigoni

 

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