Spiegare il mondo? No.
Ma accorgersi di un passaggio determinante, SI
Parlare di musica attraverso una ispirazione dove si intrecciano politica, economia, guerre ? SI

Chi scrive meglio di me. Davide Astolfi (fb)

Un pensiero serio di fine estate: i seguaci più estremi e coerenti del libero mercato sostengono che qualsiasi azione dell'uomo sia spiegabile con il principio della massimizzazione dell'utilità. Dalla scelta di una tariffa telefonica a quella di un compagno di vita.
Ora, il nostro mondo è diventato grandemente mediato da smartphone e social e dalla loro velocità, tanto che la politica è diventata "psicopolitica" (per dirla col filosofo coreano Han) e il marketing (politico e non) è marketing degli istinti e non dei sentimenti.
Siamo sicuri che il principio di massimizzazione dell'utilità sia ancora un paradigma sensato con cui spiegare il mondo?
Per me non lo era neanche nel mondo analogico e l'ho sempre considerato un'ideologia violenta. Ora, a maggior ragione.

Poi, qui la mia riflessione

Ecco perché oggi chi disegna il futuro deve far convivere ritmo (tempo) con la poesia (spazio) . Mi immagino di spiegare così il concerto di tom yorke l'altra sera😉

https://youtu.be/-o8TmgT_aIg

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