Una foto basta. Ciao Diego.

uffa non ce la faccio! forse la nebbia fuori, il gatto sulla pancia, il cuore a mille, Lucinda William con doors heaven nelle orecchie, la rivoluzione delle coscienze alle porte, la pizza in forno autoprodotta dalla testa ai piedi.

scrivo

Per me incarna il mito dell’eterno fanciullo. Ci ha fatto guardare in alto a tutti. Poi l’atteraggio nella carne è attorno al gioco popolare per eccellenza, il calcio, con il suo sapore di rituale pagano, ha fatto il resto. Si, credo che si possa parlare di riverbero emotivo attorno al simbolo incarnato in Maradona. Il gioco come spazio dove rimanere fanciulli è più facile e dove #maradona ha toccato e riverberato quel mondo interno che parla di abissi in alto e in basso, impossibili da separare

Il gioco, alla estrema potenza. Il codice dell’anima di Hillman rimane un libro da iniettarsi nelle vene ma, passando di qui, consiglio anche il suo Puer Auternus. Ciao Diego. grazie.

“Come mai le stelle «cadono tanto in basso», e diven­tano manichini dalla faccia rifatta, alcolizzati sessual­mente devianti, paranoici religiosi? Non sono forse, questi, disperati tentativi di toccare terra? Ogni sinto­mo è un compromesso, come aveva visto bene Freud. I sintomi sono indirizzati verso il fine giusto, solo che per realizzarlo usano i mezzi sbagliati. Le vette cerca­no gli abissi; vogliono scendere, non importa come: con il suicidio, accettando contratti rovinosi, con la bancarotta, con i grovigli emotivi più disastrosi. Nien­te atterraggi morbidi.Possiamo rileggere le ultime fasi della sua vita co­me le condizioni esistenziali proprie dell’esilio: del viandante, del nomade o del pellegrino, della vittima della diaspora, del poeta mendicante sufi o del mona­co Zen ebbro di vino. La patria del daimon non è sulla terra; il daimon vive in uno stato alterato; la fragilità della carne è una condizione imprescindibile per la vi­ta dell’anima sulla terra; e, del resto, non lasciamo tut­ti debiti da pagare quando ce ne andiamo? Sfrondato Diego Armando di tutta la sociologia e di tutta la psi­coanalisi, campeggia Maradona, uno di coloro che non sono riusciti a discendere, cioè a crescere, del tut­to perché era della sua ghianda non soltanto di giocare e segnare sotto le luci della ribalta, di essere il Pibe de oro e di mettere in scena come clown dalla faccia infarinata la presenza del mondo di là, ma anche di rappresentare l’esilio e la nostalgia dell’esule”.James Hillman, Il codice dell’anima (ho tolto Judy Garland, ho messo Maradona)” grazie a TLON sempre.

Mi vengono in mente quegli alberi di Nietzsche i cui rami vanno così in alto che la gravità si fa ancora più pesante tanto da piegarli in giù.E mi viene in mente quella frase Junghiana per cui lo scopo più alto di un uomo autentico dovrebbe essere vivere “una vita tranquilla”

non sono io… ma è come se lo fossi. 🙂