Fumo con classe .

Sto con Scurati.

“Qualunque storia — scriveva Hemingway — se la racconti sufficientemente a lungo, finisce con la morte. È questa essenza della condizione umana a rendere i vizi, gli eccessi, i piaceri peccaminosi una delle più alte manifestazioni di vitalità della nostra specie. Sono brevi momenti d’intensificazione vitale, piccoli carnevali quotidiani, istanti di oltranza nei quali l’individuo insorge dentro e contro il proprio destino di mortale.

Una politica della «buona vita» che non tenga conto di ciò, non avrà compreso niente della condizione umana. Io voglio la «città verde», sogno cieli puliti e foreste urbane, sono disposto a battermi e a tassarmi per esse, ma solo a patto di poter rimanere me stesso, un uomo libero con le sue (poche) virtù e i suoi (inestirpabili) vizi, sotto quei cieli e quelle fronde. In caso contrario, l’utopia ecologica diventerebbe un incubo orwelliano in salsa di soia .