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Qui e allora?

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.

Categoria

Filosofia

osa, intanto.

Chi esige non fa altro che sancire i limiti del mondo limitato; ne riconosce i capi e i valori e ne accetta i contorni.Chi fa, invece, si spinge oltre, trasvaluta i valori, disconosce il ruolo normativo del potere e accetta la chiamata del futuro. In una parola, osa.

http://www.tlon.it

Rivoluzionari ma con calma è una interessante provocazione di Ugo Fagioli . La canzone gira bene, è pop, riverberata quanto basta, ma sopratutto il giro di basso è potente. ripetitivo com il respiro ,basso.


Obsolete capitalism

Primi passi .

Incentivi? , quando concessi ai padroni, disincentivi se percepiti dagli operai. Stranezze

La ggiente

ci riconosceremo.

Una lenta rivoluzione. Credo che il silenzio che sento oggi, l’imbarazzo e lo schifo diffuso dai media di potere e la mia gran voglia di disconnettersi.

Disconect. intanto.

per accordarci, invece, ritengo prezioso questo contenuto degli amici Lupi e contadini.

L’argomento. L’importanza dei simboli, arcaici, tipici. Archetipi (eccolo qua!)

Il mio semplice pensiero è che l’utilizzo di “altre” metriche linguistiche per descrivere un fenomeno, sia ancora un tabù.

È come se si volesse, vuole, sancire la “verità” attraverso un linguaggio che accomuna e che non mette in discussione.Si fa materia proprio quel paradosso che nega, dopo averla tanto attesa, l’esistenza di un Dio, o dello spirito o chiamatelo come volete, quando finalmente si manifesta!

La questione è che la simbologia è forse fin troppo forte. Si aspetta il DPCM della domenica, c’è un acquasantiera per entrare in qualunque attività commerciale, tra poco al posto del battesimo ci sarà la vaccinazione e la microchippazione per fare parte della società, direi che tutti i simboli sono stati traslati a favore della nuova religione, come per altro lo stesso cattolicesimo aveva fatto con le tradizioni più antiche.

ci riconosceremo ?

io qui adesso sento la strada

La mania del controllo

“La cosa migliore che si possa fare quando piove è lasciare che piova”, ha scritto H. W. Longfellow. Siamo abili nel ricordarcelo quando c’è il sole o quando siamo al calduccio in casa a bere cioccolata calda, ma malediciamo la pioggia quando ci si è rotto l’ombrello, l’autobus non passa, si rompono le buste della spesa, ci bagniamo dalla testa ai piedi.

Ci lamentiamo, disperdiamo le energie nel dire che quella cosa è ingiusta, che dovrebbe smetterla di piovere, almeno per il tempo necessario per tornare a casa. Eppure che piova – che la vita non fili via liscia – è naturale, è nell’ordine delle cose, e forse è anche necessario per un qualche equilibrio delle forze celesti che non conosciamo.

Eppure non c’è verso, continuiamo a desiderare il controllo di ogni cosa, anche se sappiamo che non lo avremo mai, che ci sono cose incontrollabili o che non si possono modificare.
Forse l’unica via è impararlo un poco alla volta, e imparare dall’esperienza che la pioggia non è un evento negativo, solo naturale, e che pensare che dovrebbe smettere solo per permettere a noi di tornare a casa è la misura del nostro infinito narcisismo.
Lascia che piova. E lasciati piovere.

Testo recuperato da Tlon

Grazie Tlon ( Maura Gangitano e Andrea)

Hegel mi manchi

250 anni fa a Stoccarda nasceva Hegel. Lo voglio ricordare con queste sue parole: “Prima condizione della filosofia è possedere il coraggio della verità, la fede nella potenza dello spirito” (dal discorso inaugurale delle Lezioni sulla storia della filosofia, 28 ottobre 1816)

Proiezione ?

Per capirci

Una mia ex che aveva tendenze a tradire il partner mi ha accusato di tradimento poco prima di tradirmi. (Cit)

Qui lo stimolo di riflessione ufficiale

Jung

⭕ Che cos’è il meccanismo di PROIEZIONE ?

«Di solito la nostra indignazione per il comportamento degli altri riguarda un aspetto irrisolto del nostro io.»

Così ci scrive la psicoterapeuta junghiana Debbie Ford. Continua Jung affermando:

«Tutto ciò che ci irrita negli altri, può portarci a capire noi stessi»

Jung definì la proiezione come un trasferimento inconscio, cioè inconsapevole e non intenzionale, di elementi psichici soggettivi su un oggetto esterno.

È un trasferimento involontario del nostro comportamento inconscio sugli altri, in modo da farci credere che queste qualità in realtà appartengano ad altre persone.

Quando siamo ansiosi riguardo alle nostre emozioni o ai lati inaccettabili della nostra personalità, per un meccanismo di difesa attribuiamo queste qualità agli oggetti esterni e agli altri.

La PROIEZIONE, che cos’è? Ciò che vediamo negli altri quanto ci appartiene?

Asintomatico blues

🖋️ “ Ma, tra le anime in progresso di sviluppo, tutti gli amori e tutte le amicizie sono momentanee. «Mi amate» significa: «Voi vedete la medesima verità?» Se è si, noi siamo felici della stessa felicità; ma ben presto riusciamo a percepire un’altra verità ed ecco che il divorzio si produce e nessun nodo esiste in natura che possa legarci. ”

Grazie alla pagina Jung Italia

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“È facile, nel mondo, vivere secondo l’opinione del mondo; è facile, in solitudine, vivere secondo noi stessi; ma l’uomo grande è colui che in mezzo alla folla conserva con perfetta serenità l’indipendenza della solitudine.”

R.W.Emerson, La fiducia in se stessi

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«Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, da qualche parte; soltanto a poco a poco andiamo componendo in noi il luogo della nostra origine, per nascervi dopo, e ogni giorno più definitivamente.»

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DestinodiLux

"Una persona che non ha mai fallito è una persona che non ha mai tentato"

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