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Qui e allora? cadere dalle nuvole non è poi cosi male

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.

Categoria

Filosofia

Adulto quasi maturo

Maturità dell’uomo: significa aver ritrovato la serietà che da fanciulli si metteva nei giochi.

-Nietzsche

Moralmente

Morale e libertà procedono di pari passo.

Il tu devi e il tu sei sono gabbie.

s’impara ad andare in linea retta solo camminando senza alcun binario: solo allora si apprende che cosa siano la vera obbedienza e la vera responsabilità.

Finché si cammina tra due alte pareti, dal cui percorso è impossibile deviare, non c’è né libertà né responsabilità, e tanto meno una qualunque altra virtù; potete essere completamente ubriachi, e ciò nonostante andare dritto. Se siete stretti tra due pareti, vi è semplicemente impossibile andare a zig-zag.

Ora, può darsi che, durante le molte centinaia d’anni che caratterizzano una civiltà consolidata, possa prevalere tale condizione: una strada sicura fiancheggiata da solidi muri.

Giunge però un tempo in cui questi stessi muri cadono, e a questo punto ci troviamo all’improvviso a dover dipendere da noi stessi. Tutto viene messo in discussione, e allora abbiamo bisogno di una guida interiore, perché i valori esterni non sono più in grado di offrirla.

Con ciò la stabilità del mondo viene a basarsi soltanto sulla nostra stessa affidabilità, sul fatto di poter contare su noi stessi.»

(C.G. Jung – Seminari sullo Zarathustra di Nietzsche, 1934-39 – Bollati Boringhieri, p.287

Jung Italia . Grazie

Non di solo fuoco

Un giorno incontriamo la persona giusta. Restiamo indifferenti, perché non l’abbiamo riconosciuta: passeggiamo con la persona giusta per le strade di periferia, prendiamo a poco a poco l’abitudine di passeggiare insieme ogni giorno. Di tanto in tanto, distratti, ci chiediamo se non stiamo forse passeggiando con la persona giusta: ma crediamo piuttosto di no. Siamo troppo tranquilli; la terra, il cielo non sono mutati; i minuti e le ore fluiscono tranquillamente, senza rintocchi profondi nel nostro cuore. Noi ci siamo sbagliati già tante volte: ci siamo creduti in presenza della persona giusta, e non era. E in presenza di quelle false persone giuste, cadevamo travolti da un tale impetuoso tumulto che quasi non ci restava più la forza di pensare: ci trovavamo a vivere come al centro d’un paese incendiato: alberi, case e oggetti divampavano intorno a noi. E poi di colpo si spegneva il fuoco, non restava che un po’ di brace tiepida: alle nostre spalle i paesi incendiati sono tanti che non possiamo più nemmeno contarli. Adesso niente brucia a noi. Per settimane e mesi, passiamo i giorni con la persona giusta, senza sapere: solo a volte, quando rimasti soli ripensiamo a questa persona, la curva delle sue labbra, certi suoi gesti e inflessioni di voce, nel ripensarli, ci dànno un piccolo sussulto al cuore: ma non teniamo conto d’un così piccolo, sordo sussulto. La cosa strana, con questa persona, è che ci sentiamo sempre così bene e in pace, con un largo respiro, con la fronte che era stata così aggrottata e torva per tanti anni, d’un tratto distesa; e non siamo mai stanchi di parlare e ascoltare. Ci rendiamo conto che mai abbiamo avuto un rapporto simile a questo con nessun essere umano; tutti gli
esseri umani ci apparivano dopo un poco così inoffensivi, così semplici e piccoli; questa persona, mentre cammina accanto a noi col suo passo diverso dal nostro, col suo severo profilo, possiede una infinita facoltà di farci tutto il bene e tutto il male. Eppure noi siamo infinitamente tranquilli. E lasciamo la nostra casa, e andiamo a vivere con questa persona per sempre: non perché ci siamo convinti che è la persona giusta: anzi non ne siamo affatto convinti, e abbiamo sempre il sospetto che la vera persona giusta per noi si nasconda chissà dove nella città. Ma non abbiamo voglia di sapere dove si nasconde: sentiamo che ormai essere ben poco da dirle, perché diciamo tutto a questa persona forse non giusta con cui adesso adesso: e il bene e il male della nostra vita noi vogliamo riceverlo da questa persona e con lei. Scoppiano fra noi e questa persona, ogni tanto, violenti contrasti: eppure non riescono a rompere quel ritmo infinita che è in noi. Dopo molti anni, solo dopo molti anni, dopo che fra noi e persona si è intessuta una fitta rete di questa abitudini, di ricordi e di violenti contrasti, sapremo infine che era davvero la persona giusta per noi, che un’altra non l’ dobbiamo sopportare, che solo a lei possiamo chiedere tutto quello che è necessario al nostro cuore.

Natalia Ginzburg (da Le piccole virtù )

Simone weil , ti amo

SIMONE WEIL E LA RADICE DEL GRANDE SEGRETO
«Abbiamo visto che la mente innamorata conosce due possibilità: aderire al mondo presente, oppure postulare un mondo diverso e più giusto. La prima possibilità ragiona dal punto di vista fisico o ontologico all’insegna di ciò che è; la seconda dal punto di vista etico all’insegna di ciò che dovrebbe essere. Per la prima il concetto guida è l’essere, oppure la realtà; per la seconda il concetto guida è il bene, oppure la giustizia. La prima è la via dell’immanenza, la seconda la via della trascendenza.
Vi è un passo di Simone Weil, scritto in un giorno imprecisato dell’inizio 1942, che è una condensazione fulminante di tutto ciò. Lei stessa era consapevole della sua importanza perché lo sottolineò, come appare dall’edizione dei Quaderni che lo riporta al corsivo. Eccolo:
«Identità del reale e del bene. Necessità come criterio del reale. Distanza tra il necessario e il bene. Sbrogliare questo. È della massima importanza. È qui la radice del grande segreto».
Riscrivo il brano suddividendolo logicamente e inserendovi le mie osservazioni:
– «Identità del reale e del bene. Necessità come criterio del reale»: è la visione che governa il pensiero stoico, di Spinoza, di Hegel, di Nietzsche, e in genere delle filosofie e delle religioni (tra cui in primo luogo l’islam) che insistono sul primato della necessità, sia di tipo personale (Dio) sia di tipo impersonale (Destino), che domina il corso delle cose.
– «Distanza tra il necessario e il bene»: è la visione che governa il pensiero della profezia ebraica e di Gesù, di Platone, di Kant, di Dostoevskij, di Jaspers, e in genere delle filosofie e delle religioni (tra cui in primo luogo l’ebraismo della linea profetica e sapienziale) che insistono sulla realtà della libertà con la sua indeterminazione e sul primato della giustizia.
– «Sbrogliare questo. È della massima importanza. È qui la radice del grande segreto»: questo è il compito del pensiero.
Il punto, però, è che nessuno riuscirà mai a sbrogliare questo nodo inestricabile, perché vi sono ragioni legittime a favore di una istanza e dell’altra. È solo l’amore che pervade la mente a collocare un essere umano che pensa su una via oppure sull’altra».

VitoMancuso grazie

Non sei solo, sei unico

L’ho sempre creduto

La solitudine non deriva dal non avere persone su una persona, ma dall’incapacità di comunicare le cose che sembrano importanti per se stessi, o dall’avere certi punti di vista che gli altri trovano irricevibili. Se un uomo ne sa più degli altri, diventa solo. Ma la solitudine non è necessariamente inimica alla compagnia, perché nessuno è più sensibile alla compagnia dell’uomo solo, e la compagnia prospera solo quando ogni individuo ricorda la propria individualità e non si identifica con gli altri! ~Carl Jung

(Libro: ricordi, sogni, riflessioni)

Ci credo

«I biologi hanno scoperto che all’interno delle cellule del tessuto del bruco ci sono cellule chiamate cellule immaginative. Risuonano su una frequenza diversa. Inoltre, sono così diverse dalle altre cellule che il sistema immunitario del bruco le prende per nemiche e cerca di distruggerle. Ma continuano ad apparire nuove cellule immaginative e sempre di più… Improvvisamente il sistema immunitario del bruco non può più distruggerle abbastanza velocemente e diventano più forti collegandosi le une alle altre per formare una massa critica che riconosce la loro missione di realizzare l’incredibile nascita di una farfalla.

Nel 1969 Margaret Mead ha dichiarato: “Non dobbiamo mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini motivati e determinati possa cambiare il mondo”.

Sarà sicuramente così che, nonostante tutto, ci siamo trovati.
Credo fermamente, come molti altri, che ci sia un fermento evolutivo nel tessuto della società attuale. 
Nonostante il clamore della paura, dell’avidità, del consumo eccessivo e della violenza che si esprime attraverso il tessuto sociale, esiste un’unione di uomini e donne che possiamo chiamare cellule immaginative, che rivelano un mondo diverso, una trasformazione, una metamorfosi.

Il poeta uruguaiano Mario Benedetti ha scritto: ′′Cosa accadrebbe se un giorno, ci svegliassimo e ci rendessimo conto che siamo la maggioranza”? A quel punto le cellule immaginative prevarrebbero e farebbero uscire la farfalla da un mondo di vermi! 

E’ tempo di risveglio.
Gruppi di cellule immaginative si riuniscono ovunque, iniziano a riconoscersi, sviluppano gli strumenti organizzativi per aumentare il livello di coscienza, affinché la prossima tappa della società umana si manifesti, per creare una nuova dimensione della vita, una società che smetta di essere un bruco e potrà diventare farfalla, una società più compassionevole e giusta, un’umanità radicata nella felicità e nella comprensione reciproca».

  • anonimo

Illuminami

La mano e l’industria.
Il tempo e l’affanno.
L’estetica e l’economia

Due muri di mattoni, si assomigliano, fanno lo stesso lavoro, ma solo uno di loro sa parlare.

Aggiungo, io, un esercizio sul vuoto e la sua infinita possibilità .

Se il tempo avesse una forma, avrebbe la forma del coperchio

Cara catastrofe , uffa

La cara catastrofe.

Le solitudini trasformate in balli interiori. Le lacrime trattenute e le promesse confuse con i desideri.

Le emozioni sono tracce. La musica un linguaggio universale . Come le paure

È una dedica per chi balla ai semafori e dentro le proprie camerette.

Oggi va così .

https://youtu.be/2Dnkc_-7tHo

Un po’ di pensieri rubati

IL SENSO DELLA VITA
“Bisogna accettare la condizione umana, sapere che un certo dubitare non si oppone alla fede; che il senso di contingenza è necessario alla nostra vita; scoprire il senso della vita nella gioia, nella sofferenza, nelle passioni; invece di lamentare la difficoltà di vivere, rimandando a un giorno che non arriva mai il momento di godere profondamente di questa vita, trovarne il senso in ogni istante (R. Panikkar, Vita e parola).

Esercizi

🖋️ «L’inconscio di una persona è proiettato su un’altra persona, così che la prima accusa la seconda di ciò che trascura in se stessa.

Questo principio è di una validità talmente generale e allarmante che ognuno farebbe bene, prima di prendersela con gli altri, a mettersi a sedere e considerare molto attentamente se il mattone non dovrebbe essere gettato sulla propria testa.»

📙 C.G.Jung – Civiltà in transizione


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Taccuino di una mente affollata.

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