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Qui e allora?

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.

Categoria

Filosofia

Cara catastrofe , uffa

La cara catastrofe.

Le solitudini trasformate in balli interiori. Le lacrime trattenute e le promesse confuse con i desideri.

Le emozioni sono tracce. La musica un linguaggio universale . Come le paure

È una dedica per chi balla ai semafori e dentro le proprie camerette.

Oggi va così .

https://youtu.be/2Dnkc_-7tHo

Un po’ di pensieri rubati

IL SENSO DELLA VITA
“Bisogna accettare la condizione umana, sapere che un certo dubitare non si oppone alla fede; che il senso di contingenza è necessario alla nostra vita; scoprire il senso della vita nella gioia, nella sofferenza, nelle passioni; invece di lamentare la difficoltà di vivere, rimandando a un giorno che non arriva mai il momento di godere profondamente di questa vita, trovarne il senso in ogni istante (R. Panikkar, Vita e parola).

Esercizi

🖋️ «L’inconscio di una persona è proiettato su un’altra persona, così che la prima accusa la seconda di ciò che trascura in se stessa.

Questo principio è di una validità talmente generale e allarmante che ognuno farebbe bene, prima di prendersela con gli altri, a mettersi a sedere e considerare molto attentamente se il mattone non dovrebbe essere gettato sulla propria testa.»

📙 C.G.Jung – Civiltà in transizione


📝 PER APPROFONDIRE:

osa, intanto.

Chi esige non fa altro che sancire i limiti del mondo limitato; ne riconosce i capi e i valori e ne accetta i contorni.Chi fa, invece, si spinge oltre, trasvaluta i valori, disconosce il ruolo normativo del potere e accetta la chiamata del futuro. In una parola, osa.

http://www.tlon.it

Rivoluzionari ma con calma è una interessante provocazione di Ugo Fagioli . La canzone gira bene, è pop, riverberata quanto basta, ma sopratutto il giro di basso è potente. ripetitivo com il respiro ,basso.


Obsolete capitalism

Primi passi .

Incentivi? , quando concessi ai padroni, disincentivi se percepiti dagli operai. Stranezze

La ggiente

ci riconosceremo.

Una lenta rivoluzione. Credo che il silenzio che sento oggi, l’imbarazzo e lo schifo diffuso dai media di potere e la mia gran voglia di disconnettersi.

Disconect. intanto.

per accordarci, invece, ritengo prezioso questo contenuto degli amici Lupi e contadini.

L’argomento. L’importanza dei simboli, arcaici, tipici. Archetipi (eccolo qua!)

Il mio semplice pensiero è che l’utilizzo di “altre” metriche linguistiche per descrivere un fenomeno, sia ancora un tabù.

È come se si volesse, vuole, sancire la “verità” attraverso un linguaggio che accomuna e che non mette in discussione.Si fa materia proprio quel paradosso che nega, dopo averla tanto attesa, l’esistenza di un Dio, o dello spirito o chiamatelo come volete, quando finalmente si manifesta!

La questione è che la simbologia è forse fin troppo forte. Si aspetta il DPCM della domenica, c’è un acquasantiera per entrare in qualunque attività commerciale, tra poco al posto del battesimo ci sarà la vaccinazione e la microchippazione per fare parte della società, direi che tutti i simboli sono stati traslati a favore della nuova religione, come per altro lo stesso cattolicesimo aveva fatto con le tradizioni più antiche.

ci riconosceremo ?

io qui adesso sento la strada

La mania del controllo

“La cosa migliore che si possa fare quando piove è lasciare che piova”, ha scritto H. W. Longfellow. Siamo abili nel ricordarcelo quando c’è il sole o quando siamo al calduccio in casa a bere cioccolata calda, ma malediciamo la pioggia quando ci si è rotto l’ombrello, l’autobus non passa, si rompono le buste della spesa, ci bagniamo dalla testa ai piedi.

Ci lamentiamo, disperdiamo le energie nel dire che quella cosa è ingiusta, che dovrebbe smetterla di piovere, almeno per il tempo necessario per tornare a casa. Eppure che piova – che la vita non fili via liscia – è naturale, è nell’ordine delle cose, e forse è anche necessario per un qualche equilibrio delle forze celesti che non conosciamo.

Eppure non c’è verso, continuiamo a desiderare il controllo di ogni cosa, anche se sappiamo che non lo avremo mai, che ci sono cose incontrollabili o che non si possono modificare.
Forse l’unica via è impararlo un poco alla volta, e imparare dall’esperienza che la pioggia non è un evento negativo, solo naturale, e che pensare che dovrebbe smettere solo per permettere a noi di tornare a casa è la misura del nostro infinito narcisismo.
Lascia che piova. E lasciati piovere.

Testo recuperato da Tlon

Grazie Tlon ( Maura Gangitano e Andrea)

Hegel mi manchi

250 anni fa a Stoccarda nasceva Hegel. Lo voglio ricordare con queste sue parole: “Prima condizione della filosofia è possedere il coraggio della verità, la fede nella potenza dello spirito” (dal discorso inaugurale delle Lezioni sulla storia della filosofia, 28 ottobre 1816)

Proiezione ?

Per capirci

Una mia ex che aveva tendenze a tradire il partner mi ha accusato di tradimento poco prima di tradirmi. (Cit)

Qui lo stimolo di riflessione ufficiale

Jung

⭕ Che cos’è il meccanismo di PROIEZIONE ?

«Di solito la nostra indignazione per il comportamento degli altri riguarda un aspetto irrisolto del nostro io.»

Così ci scrive la psicoterapeuta junghiana Debbie Ford. Continua Jung affermando:

«Tutto ciò che ci irrita negli altri, può portarci a capire noi stessi»

Jung definì la proiezione come un trasferimento inconscio, cioè inconsapevole e non intenzionale, di elementi psichici soggettivi su un oggetto esterno.

È un trasferimento involontario del nostro comportamento inconscio sugli altri, in modo da farci credere che queste qualità in realtà appartengano ad altre persone.

Quando siamo ansiosi riguardo alle nostre emozioni o ai lati inaccettabili della nostra personalità, per un meccanismo di difesa attribuiamo queste qualità agli oggetti esterni e agli altri.

La PROIEZIONE, che cos’è? Ciò che vediamo negli altri quanto ci appartiene?

Asintomatico blues

🖋️ “ Ma, tra le anime in progresso di sviluppo, tutti gli amori e tutte le amicizie sono momentanee. «Mi amate» significa: «Voi vedete la medesima verità?» Se è si, noi siamo felici della stessa felicità; ma ben presto riusciamo a percepire un’altra verità ed ecco che il divorzio si produce e nessun nodo esiste in natura che possa legarci. ”

Grazie alla pagina Jung Italia

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