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Qui e allora? cadere dalle nuvole non è poi cosi male

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.

Categoria

metamorfosi ora

Esercizi

“Quello che non ti piace di me, miglioralo in te.”
(Alejandro Jodorowsky)

essere in crisi

Significa fermarsi e scegliere

“Il vocabolo crisi indica oggi il momento in cui medici, diplomatici, banchieri e tecnici sociali di vario genere prendono il sopravvento e vengono sospese le libertà. Come i malati, i paesi diventano casi critici. Crisi, la parola greca che in tutte le lingue moderne ha voluto dire «scelta» o «punto di svolta», ora sta a significare: «Guidatore, dacci dentro!».


[…]
Ma «crisi» non ha necessariamente questo significato. Non comporta necessariamente una corsa precipitosa verso l’escalation del controllo. Può invece indicare l’attimo della scelta, quel momento meraviglioso in cui la gente all’improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rinchiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa. Ed è questa la crisi, nel senso appunto di scelta, di fronte alla quale si trova oggi il mondo intero.”

[….] Ivan Illich Origine: Per una storia dei bisogni, La disoccupazione utile e i suoi nemici professionali, pp. 18-19

Grazie Sara Gandini ( post privato questo)

Aggiungi .

Non dimentichiamo che Illich aveva una forte visione conviviale del legame sociale, il che significa apprezzamento delle relazioni e delle loro priorità rispetto alle visioni individualistiche a cui riduce la logica del mercato e delle specializzazioni. Le gabbie in cui si è rinchiusa la gente sono quelle dell’individualismo che nega le responsabilità verso gli altri e le loro vite, e l’interdipendenza che ci lega al tutto.

Ci credo

«I biologi hanno scoperto che all’interno delle cellule del tessuto del bruco ci sono cellule chiamate cellule immaginative. Risuonano su una frequenza diversa. Inoltre, sono così diverse dalle altre cellule che il sistema immunitario del bruco le prende per nemiche e cerca di distruggerle. Ma continuano ad apparire nuove cellule immaginative e sempre di più… Improvvisamente il sistema immunitario del bruco non può più distruggerle abbastanza velocemente e diventano più forti collegandosi le une alle altre per formare una massa critica che riconosce la loro missione di realizzare l’incredibile nascita di una farfalla.

Nel 1969 Margaret Mead ha dichiarato: “Non dobbiamo mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini motivati e determinati possa cambiare il mondo”.

Sarà sicuramente così che, nonostante tutto, ci siamo trovati.
Credo fermamente, come molti altri, che ci sia un fermento evolutivo nel tessuto della società attuale. 
Nonostante il clamore della paura, dell’avidità, del consumo eccessivo e della violenza che si esprime attraverso il tessuto sociale, esiste un’unione di uomini e donne che possiamo chiamare cellule immaginative, che rivelano un mondo diverso, una trasformazione, una metamorfosi.

Il poeta uruguaiano Mario Benedetti ha scritto: ′′Cosa accadrebbe se un giorno, ci svegliassimo e ci rendessimo conto che siamo la maggioranza”? A quel punto le cellule immaginative prevarrebbero e farebbero uscire la farfalla da un mondo di vermi! 

E’ tempo di risveglio.
Gruppi di cellule immaginative si riuniscono ovunque, iniziano a riconoscersi, sviluppano gli strumenti organizzativi per aumentare il livello di coscienza, affinché la prossima tappa della società umana si manifesti, per creare una nuova dimensione della vita, una società che smetta di essere un bruco e potrà diventare farfalla, una società più compassionevole e giusta, un’umanità radicata nella felicità e nella comprensione reciproca».

  • anonimo

Schiavi

“Ogni romano era circondato da schiavi. Lo schiavo e la sua psicologia dilagarono in tutta l’Italia antica. E ogni romano divenne interiormente, inconsapevolmente uno schiavo. A forza di vivere in un mondo di schiavi, fu infettato attraverso l’inconscio dalla loro psicologia. Nessuno può difendersi da un’influenza del genere”
C.G.Jung

Ecco, in questa frase c’è tanto, forse tutto.

d’istanti vivremo?

Ironia della sorte si dice in chiave laica per giustificare l’impossibilita di controllare il futuro.

L’ironia, la metafora, la poesia, le barzallette, la musica, la grande matematica, e altre diavolerie, volano da una’altra parte. Si staccano dalla realtà e trovano pace e mistero, cosi necessariamente distanti tra loro tanto da muovere il mondo umano e non solo.

Sono serio :

Ma con la terza dose del vaccino anti covid 19 avremo anche l’immortalità dell’anima ?

Si può essere serissimi anche scherzando.

Vecchio adagio e COVID

Lentamente ma deciso ..

Somiglia tutto maledettamente ai meccanismi delle religioni. Il mistero, il sacrificio, la speranza del “dopo”, i dogmi indimostrati da accettare per fede, i sacerdoti, i peccatori… è una narrazione fascinosa che funziona dal tempo dei primi uomini. Abbiamo avuto l’onore (?) di vedere una religione nascere sotto i nostri occhi, avvolta in quella patina di scienza che serve a renderla credibile in un ventunesimo secolo ipertecnologico ma che non si è ancora liberato dei mostri che vivono dentro ognuno di noi

Grazie Andrea Ortolani

Talento

Non ‘si fa così ‘ si ‘Si guarda così’ .

Essenza dell’arte e dello stare al mondo, per scoprire e potenziare il proprio talento.

Andando oltre, con pazienza

paura e ignoranza, ancora li.

posso ?

un moto d’animo.

Cambiamo le parole, per favore. distanziamento fisico non sociale. Fa meno paura è più concreto.

Parliamo di pericolo interno ( casa voglio casa …. io sto a casa .. come un robot .. io ..sto .a casa )  e pericolo esterno. Mi è subito venuto in mente come le donne diventano colpevoli dei propri corpi e come la mancanza di fiducia umana inventi segregazioni “interne” simili al io sto a casa robotico.

La salvezza del corpo in cambio dell’anima – per tanti che come gli zombie di Romero (altra epidemia, altra allegoria) quell’anima non l’hanno in fondo mai avuta – è un baratto ragionevole.  ( CIT.)

Mi piacciono molto i silenzi complessi. Spesso prendono forma in movenze, nelle arti, nel saper fare, della giusta misura, delle dinamiche della coscienza individuale, nei sogni, negli inciampi della vita.

Ma i silenzi sono in risposta al rumore. Oggi in tempi di pandemia forse il rumore è un pò più forte del solito. Paura e ignoranza in cerca d’anima sono le note che accordano quel rumore.

torno ai silenzi.  Diamoci forma !  amici.

ricordiamoci che essere trattati da bambini (non faccio esempi per ovvi motivi di sovraesposizione) non aiuta se non nel ritornare nella culla metaforica dell’infantilismo diffuso cosi attraente e pericoloso allo stesso modo. Molti la chiamano pancia, chi tette, i bravi parlano di polarizzare tra chi si e chi no. chiedete ai molti cosa intendono. io una idea me la sono fatta.

Non è facile. certo. non l’ho pensato. Il dubbio ha una sua responsabilità, tensione, reciprocità.

io vengo giù (esco dalla pancia)  e tu vieni su ( torni bambino ) li in mezzo c’è quello che non sapevi di sapere. Non abdichiamo alla morale paternalista. Gli zombi sono sempre esistiti e stanno tornando.

La minaccia del virus, da problema concreto da affrontare con gli strumenti della ragione ( con umiltà ma anche consapevolezza, siamo nel 2020 la tecnica e la scienza ha fatto passi avanti in questo senso o no? )  è stata trasformata nella espressione delle colpe morali di una parte dei cittadini e ha legittimato molti altri nella presunta affermazione della propria superiorità morale. Atteggiamento paternalistico e moralistico in tutto e per tutti simile alla genuflessione superstiziosa di molte religioni. Non si salveranno dal virus i più accorti che faranno uso della propria intelligenza, ma i più giusti che sapranno sacrificarsi e, insieme agli altri giusti come lor pari (o appena meno), meritarsi un posto sull’arca galleggiante. O questo la gente crede.

 

Poi per fortuna che c’è chi lo dice senza dirlo.

https://music.youtube.com/watch?v=ElvLZMsYXlo&list=RDAMVMjWFb5z3kUSQ

 

individuati

Perché la vita sia realmente feconda deve esserlo contemporaneamente nell’intelligenza, nel sentimento e nella volontà.

Serve a me, intanto.

Questa è la sua canzone .

 

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