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Qui e allora?

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.

Categoria

Poesia

Albert , ci sei

La poesia di questa mattina

Mia cara,
nel bel mezzo dell’odio
ho scoperto che vi era in me
un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime
ho scoperto che vi era in me
un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos
ho scoperto che vi era in me
un’ invincibile tranquillità.
Ho compreso, infine,
che nel bel mezzo dell’inverno,
ho scoperto che vi era in me
un’invincibile estate.
E che ciò mi rende felice.
Perché afferma che non importa
quanto duramente il mondo
vada contro di me,
in me c’è qualcosa di più forte,
qualcosa di migliore
che mi spinge subito indietro.

Albert Camus

Fessure

Dalle fessure passa la luce .

La fessura come taglio. Taglio come soglia.

Qui Claudia Fabris mi travolge con un’altra visione.

“E’ la sostanza del femminile fidarsi, quell’avere una fessura nel corpo, dove l’io si affaccia al mondo attraverso i sensi, e non c’entra con l’essere uomini o donne. La natura della materia è sempre femmina, mater-matrice, come la parola dice, e il nostro corpo è femmina, esattamente come la Terra madre che ci ospita, e da secoli ne abusiamo, usandolo e sfruttandolo e questo ci ferisce mortalmente, uomini e donne senza distinzione. Il femminile non lo sappiamo ancora, nè le donne, nè gli uomini, nè i trans, i bix, trix o quel che si vuole, perchè c’entra poco con come usi il corpo per fare sesso, c’entra con il saper fare spazio, fare vuoto e nessuno vuole essere meno, togliere parti di sè, tutti ci tengono tanto a farsi avvistare, a manifestarsi per essere sicuri di esistere almeno nello sguardo dell’altro. Le donne si sono nutrite della stessa cultura degli uomini, siamo nella stessa barca, e pensano spesso che per essere grandi donne, devono dimostrare di poter essere grandi uomini, ma la femmina, pensate alle prese elettriche, non la vuole fare nessuno. Nessuno vuole essere lo spazio vuoto e il silenzio.
Eppure è la femmina che è collegata alla sorgente dell’energia, è quella capacità di creare lo spazio vuoto che chiama l’energia a riempirlo, come accade per il respiro. Noi respiriamo perchè un muscolo si abbassa e crea uno spazio vuoto e quello spazio vuoto si riempie di aria nuova che ci nutre, lo stesso accade nello spirito e se non ci svuotiamo mai, se non vogliamo fare la femmina, perchè il vuoto non si vede, non arriverà mai il principe azzurro, il principio azzurro, celeste, che ci nutre perchè a dirla tutta significa che non ci fidiamo, che non amiamo e se non lo amiamo perchè mai dovrebbe venire?
Impariamo tutti a fare la femmina dunque, ad essere quello spazio vuoto, quella phi che si apparecchia, si allarga per accogliere ciò che deve nascere di nuovo.”

fede

“È facile, nel mondo, vivere secondo l’opinione del mondo; è facile, in solitudine, vivere secondo noi stessi; ma l’uomo grande è colui che in mezzo alla folla conserva con perfetta serenità l’indipendenza della solitudine.”

R.W.Emerson, La fiducia in se stessi

Avvicinamenti

Chandra Livia Candiani

L’universo non ha un centro,

ma per abbracciarsi si fa così:

ci si avvicina lentamente

eppure senza motivo apparente,

poi allargando le braccia,

si mostra il disarmo delle ali,

e infine si svanisce,

insieme,

nello spazio di carità

tra te

e l’altro.

Home

Se non sono mai tornata

è perché non sono mai partita.

Il mio continuo viaggiare

è stato un eterno restare qua,

dove non sono stata mai.

W. #Szymborska

Scrivi tu le tue poesie

Prima fase . Frequentare i maestri, i fossi, le distanze , le guance, le trasformazioni , l’inconscio la mattina . Le tue parole poi

Bisogna, alle cose,
lasciare la propria quieta, indisturbata evoluzione
che viene dal loro interno
e che da niente può essere forzata o accelerata.
Tutto è: portare a compimento la gestazione – e poi dare alla luce …

Maturare come un albero
che non forza i suoi succhi
e tranquillo se ne sta nelle tempeste
di primavera, e non teme che non possa arrivare l’estate.

Eccome se arriva!
Ma arriva soltanto per chi è paziente
e vive come se davanti avesse l’eternità,
spensierato, tranquillo e aperto …

Bisogna avere pazienza
verso le irresolutezze del cuore
e cercare di amare le domande stesse
come stanze chiuse a chiave e come libri
che sono scritti in una lingua che proprio non sappiamo.

Si tratta di vivere ogni cosa.
Quando si vivono le domande,
forse, piano piano, si finisce,
senza accorgersene,
col vivere dentro alle risposte
celate in un giorno che non sappiamo.

Rainer Maria Rilke, 1903

il potere di adesso

Ogni essere umano emana uno
specifico campo energetico
corrispondente al proprio stato
interiore e la maggior parte delle
persone può percepirlo, magari solo
a un livello subliminale. In altre parole:
nonostante costoro non si rendano
conto di quello che stanno percependo,
questa percezione influenza grandemente
i loro sentimenti e le loro reazioni verso la
persona con cui vengono in contatto.
Molta gente ha una chiara consapevolezza
di ciò quando fa la conoscenza di qualcuno,
ancora prima di qualunque scambio verbale.

– Eckhart Tolle –

Vietato morire

Oggi, va cosi. tocca a me.

Quante volte ci si può innamorare? infinite, credo e spero. Una corsa continua a curarsi. Abbiamo già tutto quello che ci serve. Manca solo l’altro a volte può essere l’aria come il respiro e il fuoco. Ascoltateli. ecco la cura.

Oggi ho capito la mia non cura. se c’è chi vuole cambiare il Mondo e chi lo vuole mantenere a posto. Amo le parole e riconosco le lacrime, terrene.

Da grande (?) voglio fare piccole cose.

 

un sano rock and roll, per sudare con la testa. ( vietato Morire di Ermal Meta è comunque una grande canzone pop, presto ne parleremo. )

Voglia di poesia

Inutili e potentissime. Qui noi, ci rifugiamo.

La foto è rubata a Verona (un murales spontaneo in onore di un amore icona come quello di Romeo e Giulietta)

L’amore è diverso

da quello che credevo,

più vicino a un’ape operaia

a un tessitore

che a un acrobata ubriaco,

più simile a un mestiere

che a un sentire.

Io amavo

un po’ con la memoria astrale

e un po’ con giustizia poetica,

ma l’amore

è più vicino a una scienza

che a una poesia,

ha delle sue regole di risonanza

e altre di respingenza,

ha angoli di incidenza

per profili alari e luce,

ma non ha regole per il buio

e l’assenza di ali.

L’amore è molto simile

all’insonnia,

non devi soffrirla

solo ospitarla,

lasciare che ti squassi

faccia di te un sistema nervoso

senza isolamento,

una corda tesa

di strumento musicale ignoto.

Essere temi musicali

non è una vocazione

ma una disciplina di spoliazione,

è farsi ossi

limati

dalle onde

goccia che si disfa

nel galoppante mare.

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