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Qui e allora?

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.

Categoria

psicologia

Ci credo

«I biologi hanno scoperto che all’interno delle cellule del tessuto del bruco ci sono cellule chiamate cellule immaginative. Risuonano su una frequenza diversa. Inoltre, sono così diverse dalle altre cellule che il sistema immunitario del bruco le prende per nemiche e cerca di distruggerle. Ma continuano ad apparire nuove cellule immaginative e sempre di più… Improvvisamente il sistema immunitario del bruco non può più distruggerle abbastanza velocemente e diventano più forti collegandosi le une alle altre per formare una massa critica che riconosce la loro missione di realizzare l’incredibile nascita di una farfalla.

Nel 1969 Margaret Mead ha dichiarato: “Non dobbiamo mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini motivati e determinati possa cambiare il mondo”.

Sarà sicuramente così che, nonostante tutto, ci siamo trovati.
Credo fermamente, come molti altri, che ci sia un fermento evolutivo nel tessuto della società attuale. 
Nonostante il clamore della paura, dell’avidità, del consumo eccessivo e della violenza che si esprime attraverso il tessuto sociale, esiste un’unione di uomini e donne che possiamo chiamare cellule immaginative, che rivelano un mondo diverso, una trasformazione, una metamorfosi.

Il poeta uruguaiano Mario Benedetti ha scritto: ′′Cosa accadrebbe se un giorno, ci svegliassimo e ci rendessimo conto che siamo la maggioranza”? A quel punto le cellule immaginative prevarrebbero e farebbero uscire la farfalla da un mondo di vermi! 

E’ tempo di risveglio.
Gruppi di cellule immaginative si riuniscono ovunque, iniziano a riconoscersi, sviluppano gli strumenti organizzativi per aumentare il livello di coscienza, affinché la prossima tappa della società umana si manifesti, per creare una nuova dimensione della vita, una società che smetta di essere un bruco e potrà diventare farfalla, una società più compassionevole e giusta, un’umanità radicata nella felicità e nella comprensione reciproca».

  • anonimo

Schiavi

“Ogni romano era circondato da schiavi. Lo schiavo e la sua psicologia dilagarono in tutta l’Italia antica. E ogni romano divenne interiormente, inconsapevolmente uno schiavo. A forza di vivere in un mondo di schiavi, fu infettato attraverso l’inconscio dalla loro psicologia. Nessuno può difendersi da un’influenza del genere”
C.G.Jung

Ecco, in questa frase c’è tanto, forse tutto.

Fanciullezza ideale

Il mio libro preferito . Qui una sintesi utile per incuriosire

🔷 Gli aspetti negativi del “vecchio” o del SENEX: cosa accade quando è scisso e lontano dall’archetipo PUER

🖋️ “È il Senex, a priori, il principio archetipico della freddezza, della durezza e dell’esilio dalla vita. Come principio di coagulazione e dell’ordine geometrico, il Senex prosciuga e ordina, «costruisce città» e «conia monete» , rende le cose solide e geometriche e lucrose. […]

È il Senex come principio di certezza che allontana l’Io dal principio di incertezza, dai dubbi e dalle confusioni e dalla provvisorietà dell’alba e del crepuscolo. […]

Il Senex è presente dall’inizio come una radice archetipica della formazione dell’Io. Esso rende possibile il consolidarsi dell’Io, conferendogli la sua giurisdizione come identità entro confini prefissati…

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Lo sviluppo dell’Io è un fenomeno dello spirito senex che opera all’interno dell’Io per dare ordine e per indurire. […]

Poiché il Senex negativo non è un difetto dell’Io, non può essere corretto dall’Io. Il problema del Senex negativo non è soltanto questione di atteggiamento morale (come se l’Io dovesse comportarsi meglio, essere più modesto, più umile o più «conscio»).

Né è questione di idee sorpassate (come se l’Io dovesse tenersi al passo con i tempi), o di vitalità biologica (Come se l’Io dovesse mantenersi attivo e in forma) e neppure di femminile assente.

Questi problemi dell’Io sono conseguenze, non cause; riflettono un disturbo preesistente dello sfondo archetipico dell’Io. E questo sfondo è il Senex-et-Puer, cioè, sinteticamente, il suo ordine, da un lato, e la sua dynamis, dall’altro. Insieme, essi conferiscono all’Io la sua Gestaltungskraft, la sua forza creativa, come è stata definita, ovvero la sua intenzionalità, o pienezza di senso dello spirito. […]

Dobbiamo inoltre concludere che il Senex negativo è il Senex scisso dal suo stesso aspetto Puer. Ha perduto il suo «bambino». […]

Senza l’entusiasmo e l’eros del figlio, l’autorità perde il suo idealismo, […] perchè il significato non può reggersi soltanto sulla struttura e sull’ordine.

Così lo spirito è unilaterale e l’unilateralità è paralizzante. L’essere è statico, pleroma incapace di divenire. […] L’isolamento creativo [diviene] soltanto solitudine paranoide.

Separato dal proprio Figlio e Folle, il complesso non ha più nulla da dirci. Follia e immaturità sono proiettate sugli altri.

Senza follia non ha saggezza, solo conoscenza – seriosa, deprimente conoscenza ammassata in caveau accademici o usata come potere.
Il femminile o sarà tenuto prigioniero in segreto, oppure sarà Madonna Melanconica, una consorte lunatica, un’atmosfera che emana dal complesso moribondo conferendogli il fetore di Saturno.

Oppure, per risvegliare l’aspetto puer si avrà un innamoramento imposto dal complesso. […]

Ma benché il Senex sia presente nel bambino, lo spirito senex si manifesta nella maniera più evidente quando, passato il fiore degli anni, una funzione, un atteggiamento, un complesso della psiche incominciano a coagularsi.

È il Saturno all’interno del complesso che rende il complesso così difficile da smantellare, così denso e lento e deprimente da impazzire: la pazzia del saturnismo; quella sensazione di eterna indistruttibilità del complesso.
È il Senex che lo taglia fuori dalla vita e dal femminile, inibendolo e introvertendolo in uno stato di isolamento.

[…] Questo cruciale problema psicologico nasce da una scissione fondamentale tra Senex e Puer all’interno del medesimo archetipo.”

📙 James Hillman – tratto da “Puer Aeternus”


Occhi di serpente

È un film che mi sconvolse, e mi rimase dentro . Tra trauma, illuminazione e mistero

Credo sia il mio animale guida .

Oggi leggo e posto qui il mio fratello Jung che mi accompagna da anni , silenziosamente .

⭕ La simbologia del SERPENTE e del DRAGO (da un seminario di Jung, 1925)

«Il serpente è un animale, ma un animale magico. Non esiste quasi nessuno che abbia un rapporto neutro con un serpente.

(…) I cavalli e le scimmie hanno la fobia dei serpenti, come l’uomo. Nei paesi primitivi, si può facilmente capire perché l’uomo ha acquisito questo istinto. I beduini hanno paura degli scorpioni e portano con sé amuleti per proteggersi, soprattutto pietre di certe rovine romane.

Così, ogni volta che appare un serpente, si deve pensare a un sentimento primordiale di paura.

Il colore nero si accompagna a questo sentimento, e anche al carattere sotterraneo del serpente. È nascosto e quindi pericoloso.

Come animale simboleggia qualcosa di inconscio; è il movimento o la tendenza istintiva; mostra la via al tesoro nascosto, o custodisce il tesoro.

Il drago è la forma mitologica del serpente.

Il serpente ha un fascino affascinante, un’attrazione particolare attraverso la paura. Alcune persone sono affascinate da questa paura. Le cose che sono spaventose e pericolose hanno un’attrazione straordinaria.

Questa combinazione di paura e attrazione è mostrata, per esempio, quando un uccello è ipnotizzato da un serpente, perché l’uccello vola giù per combattere il serpente, e poi viene attratto e trattenuto dal serpente.

Il serpente mostra la via verso le cose nascoste ed esprime la libido introversa, che porta l’uomo ad andare oltre il punto di sicurezza, e oltre i limiti della coscienza, come espresso dal profondo cratere.

Il serpente è anche Yin, il potere femminile oscuro.

I cinesi non userebbero il serpente (cioè il drago) come simbolo dello Yin, ma dello Yang. Nella [tradizione] cinese, lo Yin è simboleggiato dalla tigre e lo Yang dal drago.

Il serpente conduce il movimento psicologico apparentemente fuori strada nel regno delle ombre, delle immagini morte e sbagliate, ma anche nella terra, nella concretizzazione. Rende le cose reali, le fa nascere, alla maniera dello Yin.

Nella misura in cui il serpente conduce nelle ombre, ha la funzione dell’ Anima; ti conduce nelle profondità, collega il sopra e il sotto.

(…) Il serpente è anche il simbolo della saggezza, parla la parola saggia delle profondità. È abbastanza ctonio, abbastanza terrestre, come Erda, figlia della terra.

Gli eroi morti si trasformano in serpenti negli inferi. Nella mitologia, quello che era stato l’uccello solare si divora, va nella terra e risale. L’uccello Semenda, come la fenice, brucia per rinnovarsi.

Dalle ceneri esce il serpente, e dal serpente l’uccello di nuovo. Il serpente è il passaggio da chi è nato dal cielo, di nuovo all’uccello.

Il serpente incontra il vaso di Ra. Nel Viaggio Notturno, nella Settima Ora, Ra deve combattere il serpente. Ra è sostenuto dal rituale dei sacerdoti: se uccide il serpente, il sole sorge, se non dovesse riuscire, il sole non sorgerebbe più.

Il serpente è la personificazione della tendenza a scendere in profondità e a consegnarsi al seducente mondo delle ombre.»

(Carl Jung, Seminario del 1925)


📸 in foto: disegno di Jung tratto dal suo Libro Rosso

Oggi finalmente c’è una nuova luce

Esercizi

🖋️ «L’inconscio di una persona è proiettato su un’altra persona, così che la prima accusa la seconda di ciò che trascura in se stessa.

Questo principio è di una validità talmente generale e allarmante che ognuno farebbe bene, prima di prendersela con gli altri, a mettersi a sedere e considerare molto attentamente se il mattone non dovrebbe essere gettato sulla propria testa.»

📙 C.G.Jung – Civiltà in transizione


📝 PER APPROFONDIRE:

Proiezione ?

Per capirci

Una mia ex che aveva tendenze a tradire il partner mi ha accusato di tradimento poco prima di tradirmi. (Cit)

Qui lo stimolo di riflessione ufficiale

Jung

⭕ Che cos’è il meccanismo di PROIEZIONE ?

«Di solito la nostra indignazione per il comportamento degli altri riguarda un aspetto irrisolto del nostro io.»

Così ci scrive la psicoterapeuta junghiana Debbie Ford. Continua Jung affermando:

«Tutto ciò che ci irrita negli altri, può portarci a capire noi stessi»

Jung definì la proiezione come un trasferimento inconscio, cioè inconsapevole e non intenzionale, di elementi psichici soggettivi su un oggetto esterno.

È un trasferimento involontario del nostro comportamento inconscio sugli altri, in modo da farci credere che queste qualità in realtà appartengano ad altre persone.

Quando siamo ansiosi riguardo alle nostre emozioni o ai lati inaccettabili della nostra personalità, per un meccanismo di difesa attribuiamo queste qualità agli oggetti esterni e agli altri.

La PROIEZIONE, che cos’è? Ciò che vediamo negli altri quanto ci appartiene?

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