Ricerca

Qui e allora? cadere dalle nuvole non è poi cosi male

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.

Categoria

Riflessioni

Pause di profondo

« I profondi. – Gli uomini che pensano profondamente appaiono a se stessi commedianti nei rapporti con gli altri, perché allora, per essere capiti, devono sempre simulare una superficie. »

« Tutto ciò che è profondo ama la maschera; le cose più profonde hanno per l’immagine e l’allegoria perfino dell’odio. […] Ogni spirito profondo ha bisogno di una maschera: e più ancora, intorno ad ogni spirito profondo cresce continuamente una maschera, grazie alla costantemente falsa, cioè superficiale interpretazione di ogni parola, di ogni passo, di ogni segno di vita che egli dà. »

F. Nietzsche, “Umano, troppo umano” II, 232
Id., “Al di là del bene e del male”, 40

Attualite’, fraternite’ .. liberte’

Lui mi piace . È rock and roll

Camus – quando le passioni collettive hanno sostituito le passioni individuali, la libertà è l’ultima passione individuale. Nella tradizione classica, era l’amore a essere minacciato dalla società. Oggi, è la libertà in ogni sua forma”

In SEO di Google impazzisce 😀😀

Ci credo

«I biologi hanno scoperto che all’interno delle cellule del tessuto del bruco ci sono cellule chiamate cellule immaginative. Risuonano su una frequenza diversa. Inoltre, sono così diverse dalle altre cellule che il sistema immunitario del bruco le prende per nemiche e cerca di distruggerle. Ma continuano ad apparire nuove cellule immaginative e sempre di più… Improvvisamente il sistema immunitario del bruco non può più distruggerle abbastanza velocemente e diventano più forti collegandosi le une alle altre per formare una massa critica che riconosce la loro missione di realizzare l’incredibile nascita di una farfalla.

Nel 1969 Margaret Mead ha dichiarato: “Non dobbiamo mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini motivati e determinati possa cambiare il mondo”.

Sarà sicuramente così che, nonostante tutto, ci siamo trovati.
Credo fermamente, come molti altri, che ci sia un fermento evolutivo nel tessuto della società attuale. 
Nonostante il clamore della paura, dell’avidità, del consumo eccessivo e della violenza che si esprime attraverso il tessuto sociale, esiste un’unione di uomini e donne che possiamo chiamare cellule immaginative, che rivelano un mondo diverso, una trasformazione, una metamorfosi.

Il poeta uruguaiano Mario Benedetti ha scritto: ′′Cosa accadrebbe se un giorno, ci svegliassimo e ci rendessimo conto che siamo la maggioranza”? A quel punto le cellule immaginative prevarrebbero e farebbero uscire la farfalla da un mondo di vermi! 

E’ tempo di risveglio.
Gruppi di cellule immaginative si riuniscono ovunque, iniziano a riconoscersi, sviluppano gli strumenti organizzativi per aumentare il livello di coscienza, affinché la prossima tappa della società umana si manifesti, per creare una nuova dimensione della vita, una società che smetta di essere un bruco e potrà diventare farfalla, una società più compassionevole e giusta, un’umanità radicata nella felicità e nella comprensione reciproca».

  • anonimo

Fessure

Dalle fessure passa la luce .

La fessura come taglio. Taglio come soglia.

Qui Claudia Fabris mi travolge con un’altra visione.

“E’ la sostanza del femminile fidarsi, quell’avere una fessura nel corpo, dove l’io si affaccia al mondo attraverso i sensi, e non c’entra con l’essere uomini o donne. La natura della materia è sempre femmina, mater-matrice, come la parola dice, e il nostro corpo è femmina, esattamente come la Terra madre che ci ospita, e da secoli ne abusiamo, usandolo e sfruttandolo e questo ci ferisce mortalmente, uomini e donne senza distinzione. Il femminile non lo sappiamo ancora, nè le donne, nè gli uomini, nè i trans, i bix, trix o quel che si vuole, perchè c’entra poco con come usi il corpo per fare sesso, c’entra con il saper fare spazio, fare vuoto e nessuno vuole essere meno, togliere parti di sè, tutti ci tengono tanto a farsi avvistare, a manifestarsi per essere sicuri di esistere almeno nello sguardo dell’altro. Le donne si sono nutrite della stessa cultura degli uomini, siamo nella stessa barca, e pensano spesso che per essere grandi donne, devono dimostrare di poter essere grandi uomini, ma la femmina, pensate alle prese elettriche, non la vuole fare nessuno. Nessuno vuole essere lo spazio vuoto e il silenzio.
Eppure è la femmina che è collegata alla sorgente dell’energia, è quella capacità di creare lo spazio vuoto che chiama l’energia a riempirlo, come accade per il respiro. Noi respiriamo perchè un muscolo si abbassa e crea uno spazio vuoto e quello spazio vuoto si riempie di aria nuova che ci nutre, lo stesso accade nello spirito e se non ci svuotiamo mai, se non vogliamo fare la femmina, perchè il vuoto non si vede, non arriverà mai il principe azzurro, il principio azzurro, celeste, che ci nutre perchè a dirla tutta significa che non ci fidiamo, che non amiamo e se non lo amiamo perchè mai dovrebbe venire?
Impariamo tutti a fare la femmina dunque, ad essere quello spazio vuoto, quella phi che si apparecchia, si allarga per accogliere ciò che deve nascere di nuovo.”

Entropia

Quella non scritta è pensata. Quella agita e misteriosa

Lei no lo sa, me è per me è sempre centrata

La seconda legge della termodinamica proprio non ci entra in testa. Abbiamo interiorizzato solo alla prima, con l’energia che si conserva, si trasforma, cambia forma, ma con bilancio sempre in pareggio… e ci stupiamo ogni volta che ci ritroviamo stanchi e affaticati. Dimentichiamo che l’entropia cresce sempre, ed è l’entropia che misura la fatica, e il caos.

Tamara Fagnocchi grazie

Ognuno ha i suoi miti . Per me da sempre lui

“I accept chaos. I am not sure whether it accepts me.”
(Bob Dylan)

Occhi di serpente

È un film che mi sconvolse, e mi rimase dentro . Tra trauma, illuminazione e mistero

Credo sia il mio animale guida .

Oggi leggo e posto qui il mio fratello Jung che mi accompagna da anni , silenziosamente .

⭕ La simbologia del SERPENTE e del DRAGO (da un seminario di Jung, 1925)

«Il serpente è un animale, ma un animale magico. Non esiste quasi nessuno che abbia un rapporto neutro con un serpente.

(…) I cavalli e le scimmie hanno la fobia dei serpenti, come l’uomo. Nei paesi primitivi, si può facilmente capire perché l’uomo ha acquisito questo istinto. I beduini hanno paura degli scorpioni e portano con sé amuleti per proteggersi, soprattutto pietre di certe rovine romane.

Così, ogni volta che appare un serpente, si deve pensare a un sentimento primordiale di paura.

Il colore nero si accompagna a questo sentimento, e anche al carattere sotterraneo del serpente. È nascosto e quindi pericoloso.

Come animale simboleggia qualcosa di inconscio; è il movimento o la tendenza istintiva; mostra la via al tesoro nascosto, o custodisce il tesoro.

Il drago è la forma mitologica del serpente.

Il serpente ha un fascino affascinante, un’attrazione particolare attraverso la paura. Alcune persone sono affascinate da questa paura. Le cose che sono spaventose e pericolose hanno un’attrazione straordinaria.

Questa combinazione di paura e attrazione è mostrata, per esempio, quando un uccello è ipnotizzato da un serpente, perché l’uccello vola giù per combattere il serpente, e poi viene attratto e trattenuto dal serpente.

Il serpente mostra la via verso le cose nascoste ed esprime la libido introversa, che porta l’uomo ad andare oltre il punto di sicurezza, e oltre i limiti della coscienza, come espresso dal profondo cratere.

Il serpente è anche Yin, il potere femminile oscuro.

I cinesi non userebbero il serpente (cioè il drago) come simbolo dello Yin, ma dello Yang. Nella [tradizione] cinese, lo Yin è simboleggiato dalla tigre e lo Yang dal drago.

Il serpente conduce il movimento psicologico apparentemente fuori strada nel regno delle ombre, delle immagini morte e sbagliate, ma anche nella terra, nella concretizzazione. Rende le cose reali, le fa nascere, alla maniera dello Yin.

Nella misura in cui il serpente conduce nelle ombre, ha la funzione dell’ Anima; ti conduce nelle profondità, collega il sopra e il sotto.

(…) Il serpente è anche il simbolo della saggezza, parla la parola saggia delle profondità. È abbastanza ctonio, abbastanza terrestre, come Erda, figlia della terra.

Gli eroi morti si trasformano in serpenti negli inferi. Nella mitologia, quello che era stato l’uccello solare si divora, va nella terra e risale. L’uccello Semenda, come la fenice, brucia per rinnovarsi.

Dalle ceneri esce il serpente, e dal serpente l’uccello di nuovo. Il serpente è il passaggio da chi è nato dal cielo, di nuovo all’uccello.

Il serpente incontra il vaso di Ra. Nel Viaggio Notturno, nella Settima Ora, Ra deve combattere il serpente. Ra è sostenuto dal rituale dei sacerdoti: se uccide il serpente, il sole sorge, se non dovesse riuscire, il sole non sorgerebbe più.

Il serpente è la personificazione della tendenza a scendere in profondità e a consegnarsi al seducente mondo delle ombre.»

(Carl Jung, Seminario del 1925)


📸 in foto: disegno di Jung tratto dal suo Libro Rosso

Oggi finalmente c’è una nuova luce

d’istanti vivremo?

Ironia della sorte si dice in chiave laica per giustificare l’impossibilita di controllare il futuro.

L’ironia, la metafora, la poesia, le barzallette, la musica, la grande matematica, e altre diavolerie, volano da una’altra parte. Si staccano dalla realtà e trovano pace e mistero, cosi necessariamente distanti tra loro tanto da muovere il mondo umano e non solo.

Sono serio :

Ma con la terza dose del vaccino anti covid 19 avremo anche l’immortalità dell’anima ?

Si può essere serissimi anche scherzando.

ICoscienza

Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione.
Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.

Charlie Chaplin

Meno IPhone più Icoscienza

rifugiato poetico

La fisica delle relazioni

OGNI COSA E’ RELAZIONE
di Franco Lorenzoni
Non comprendendo alcuni passaggi chiave della fisica contemporanea e in questo non mi sento troppo diverso da coloro che, all’epoca di Galileo, si incaponivano a sostenere che la Terra fosse al centro dell’Universo.
“Il mondo non è fatto di corpi, di oggetti, ma di processi, di relazioni. Ogni oggetto è un gruppo di fenomeni e a livello microscopico ci sono particelle che esistono solo se sbattono da qualche parte, se entrano in relazione, altrimenti non esistono. Non sono possibili previsioni certe, solo probabilità”. Questo modo di vedere di Werner Heisemberg, raccontato da Carlo Rovelli, non era stato mai pensato prima. Se ci riflettiamo con calma e lo accogliamo pienamente, credo cambi un bel po’ di cose.
La fisica, anche a chi fatica a comprenderla come me, offre una potente metafora di noi stessi e di ciò che viviamo in classe.
Quanti bambini e ragazzi restano invisibili finché non sbattono da qualche parte? Quanti sbattono apposta perché qualcuno si accorga di loro, o sbattono forte con gli altri o con ciò che hanno intorno perché qualcuno avverta la profondità dei conflitti e delle sofferenze che li abitano?
Il punto dov’è più difficile seguire Heisemberg, sta nel fatto che, a livello microscopico, non è che l’oggetto quando non sbatte non si veda e non si senta, è che proprio non c’è. Esiste solo nell’impatto, nell’attrito, nella relazione, altrimenti non esiste. Il mondo non è fatto di oggetti, di corpi e di cose, così come ci appare, ma solo di relazioni. Questo ci dice la fisica contemporanea e questo per me è sconvolgente e incomprensibile.
Bertold Brecht, quando mise in scena il suo Galileo Galilei, trasformò la rivoluzione copernicana in metafora della fine di ogni autorità assoluta, indiscussa e inamovibile. Una rivoluzione scientifica, fortemente osteggiata dall’autorità della Chiesa, annunciava sconvolgenti rivoluzioni sociali a venire.
Mi piacerebbe pensare che le scoperte della meccanica quantistica, insieme alle altre rivoluzioni della fisica contemporanea che minano alla radice il nostro modo di concepire lo spazio e il tempo, ci aiutassero a comprendere che la nostra vita non solo è tessuta e arricchita dalle relazioni che intrecciamo, ma è relazione, è solo relazione nella sua essenza.
Non so bene come, ma sento che se ne avessimo piena percezione e cognizione, capiremmo meglio perché il dialogo, che vive solo nel momento dell’incontro ed è luogo di mezzo dove la mia idea si intreccia con la tua e insieme si trasformano, potrebbe essere finalmente riconosciuto come l’architrave capace di reggere ogni costruzione educativa, duemilaquattrocento anni dopo Socrate.
Emilia, nel corso della mia ultima quinta elementare, mentre discutevamo del film sulla vita del liberatore dell’India, ha detto: “Gandhi non dava ragione a uno ma a due”, una sintesi folgorante di cosa sia la nonviolenza, che è insieme un modo di porsi e un modo di pensare che ci aiuta a non restare imprigionati nella fortezza dell’io e nelle tante altre mura e recinzioni che troppi continuano a reclamare a gran voce.

La storia del nostro incontro con Gandhi in quinta elementare l’ho narrata ne “I bambini ci guardano. Una esperienza educativa controvento” (Sellerio 2019). E io adesso mi vado a leggere “Helgoland” di Carlo Rovelli, in cui credo riuscirà a spiegare acnhe a me, con la limpidezza di cui è capace, Heinsemberg e le astrusità della fisica quantistica.h

Blog su WordPress.com.

Su ↑

la borsetta delle donne

Blog di risparmio al femminile... ma non solo

MARIA CAPUTO AUTORE

POESIA SEI LA LUCE CHE MI GIRI FIN QUANDO NON MI CANTI

Dietro l’Oblò

Cosa c’è alle spalle del mondo? Il confine per un Mondo più grande. Tracciando la strada per le scienze umane.

Блог красоты и здоровья от LiDea

О себе, о женщинах, об особенностях женского организма, об изменениях, связанных с возрастом. О красоте и здоровье, о том, чтобы сохранить их в условиях дефицита времени. О том, как сделать так, чтобы чувствовать себя королевой, чтобы окружающие видели её в вас.

Pianopiano forteforte

Taccuino di una mente affollata.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: