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Qui e allora?

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.

Categoria

Riflessioni

Anche no

Lo riprendo dalla campagna social dei festival della spiritualità di Torino questo grande pensiero (Erodoto)

E’ più facile trarre in inganno una moltitudine che un uomo solo.

Epoca di moltitudini complesse raffinatissime. Fate perdere le tracce ogni tanto. È importante per una specie di evoluzione della evoluzione.

Ah… la mia torta del compleanno con messaggio subliminale

Sintonia vs social

Tornare qui non è facile. Questo spazio è dedicato alle sfumature del pensiero.

Mi sembra di essere stato in guerra. Forse lo siamo. Una guerra spirituale, interna e singola tra singoli.

Si vince e si perde da soli. E’ sempre stato così. Abbiamo sempre bisogno di credere alle favole e a chi c’è le racconta meglio .

Oggi c’è un oracolo globale che amplifica tutto e tutti. Con le sue regole che nessuno conosce. Non si resuscita ne reincarna. Si muore e basta, meglio che ti dai da fare !

Una corsa ad apparire più vivo possibile. In alto e in basso solo li trovi sangue. Polarizzare le attenzioni diventa il nuovo uncino per le anime perse. Li trovi sangue, emozioni.

Un colpo di teatro 🎭

Sei fottuto.

Occorre saperlo. Non guidi tu. Ma le tue emozioni profonde.

Non più la morte ti fa paura e ti guida ma la non vita.

La cerchi ovunque e in quella degli altri . Ecco i social i selfie ecc in mano a multinazionali .

Torniamo a sceglierci. Cazzo!

Prima regola :

Evitare di condividere notizie che polarizzano sullo scontro.

Parole che fanno compagnia :

“La sintonia nasce tra chi ha le stesse note dentro.”

frequentiamoci di più

El muniria – Stanza

https://youtu.be/wN3SgCzrBE0

A caso come la perfezione.

Oggi si conta tutto. si analizza tutto. I desideri diventano domande. Le domande diventano bisogni. I bisogni diventano obbiettivi. E cosi che anche le emozioni .

“Quanto costa la felicità ” è un ritornello che se ora non ti dice niente poi vai al supermercato e tra una carrello e una busta bio la sentirai. Io ci sento una involontaria (?) provocazione. Una domanda e una risposta. Un quanto? 

Numeri.clic.visualizzazioni.soldi

Innocentemente pop ma potente. Se fossi un politico / manager / potente,  saprei come rivolgermi a loro.

Ma io mi rivolgo più volentieri al loro. A caso come la perfezione. I numeri li lasciamo agli altri. oggi. La musica mi interessa non per cose è ma per cosa fa.

Ho deciso.

Non ci crediamo più.

Resuscitare i morti, quando ?

Ulula con i lupi , addirittura. Non vedo l’ora.

L’immaginazione ha bisogno di vuoto.

Basta, per favore.

Questa è la mia campagna politica ultra progressista.

 

 

 

Piccoli segreti

Se amiamo profondamente qualcuno, se per questo qualcuno doniamo quanto di più prezioso abbiamo, possiamo essere certi che non ci farà del male.

Questo è il sacrificio.

TU A QUESTO MONDO CHI AMI DI PIU’?

Vietato morire

Oggi, va cosi. tocca a me.

Quante volte ci si può innamorare? infinite, credo e spero. Una corsa continua a curarsi. Abbiamo già tutto quello che ci serve. Manca solo l’altro a volte può essere l’aria come il respiro e il fuoco. Ascoltateli. ecco la cura.

Oggi ho capito la mia non cura. se c’è chi vuole cambiare il Mondo e chi lo vuole mantenere a posto. Amo le parole e riconosco le lacrime, terrene.

Da grande (?) voglio fare piccole cose.

 

un sano rock and roll, per sudare con la testa. ( vietato Morire di Ermal Meta è comunque una grande canzone pop, presto ne parleremo. )

Limiti-amo-ci

La tematica è immensa ma conviene a tutti farsi una propria riflessione / teoria

La foto è, spero, illuminante

L’arte parla con un linguaggio antico (mosaico, Ravenna, Dante) dell’oggi. Provocando intelligenze.

Ok. Parliamo si sesso-potere-soldi.

Un humus culturale oggi al centro del dibattito causa gli ultimi eventi.

Interroghiamoci sul perché?

La coscienza come si forma? Quale è il limite? Come denunciarlo e perché?

Credo che ora tocchi a noi. Costruiamoci un nostro limite, adesso o mai più.

Help! anche leggendo qui.

Grazie a Valigia Blu e Monica.

Nelle ultime settimane ci siamo occupati con diversi articoli del caso Weinstein e del dibattito sulle molestie sessuali che si è aperto in tutto il mondo. Ne abbiamo discusso molto sulla pagina, analizzando diversi aspetti. In questo post vengono riportate alcune delle riflessioni e degli scambi (editati) tra noi e i lettori nati sotto ai post di Valigia Blu: un confronto articolato e per nulla banale che ci sembrava giusto valorizzare.

“Monica: Il mio dubbio è che possa essere difficile cogliere non tanto la singola molestia, ma l’humus culturale in cui cresce e prolifera. (…) Forse il processo è giunto a maturazione, il nesso potere/sesso/soldi viene messo in discussione e quindi diventa possibile parlarne. Sia per chi denuncia, sia per chi deve ragionare attorno a una pentola scoperchiata, in cui il non detto si rovescia fuori. Peraltro le violenze, le molestie, le prevaricazioni non sono facili da metabolizzare, non è facile riconoscersi come vittime. Il vittimismo è pur sempre considerato un pessimo atteggiamento. Ma vittimismo ed esser vittime non sono la stessa cosa, e sapere e raccontare che si è più deboli o lo si è stati non è facile. Perciò è tanto faticoso. Non si tratta indicare vittime e colpevoli, ma di capire la figura di sfondo in cui questo [la molestia sessuale] avviene. E in fondo tutto questo discuterne in tanti è un primo modo per stracciare il sipario. Proprio ieri ho trovato questa frase che trovo esaustiva del concetto che ho provato a esporre: “I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo”, Wittgenstein. Questa serie di episodi sta allargando i confini del mondo conosciuto, stiamo esplorandone alcuni limiti, stiamo chiedendoci se possiamo accettarli, o se vogliamo cambiarli. In fondo pensare che si possa lavorare senza ricatti mi pare una buona direzione prospettica.”

Pubblicità

Osservo come la pubblicità cerca di anticipare temi, speranze e valori.

Non sempre ci riesce anzi credo che oggi sempre più li rincorre.

Stesso giornale con due giorni di differenza. L’ho notata.

Tutto bene.

Le banche sono sempre lungimiranti e molto preoccupate di raggiungere i loro obbiettivi. Felicità a pacchi, desideri e corti circuiti pieni di fiducia.

Pensavo domani di andare in banca con figlia e libri e vediamo un po’ . La fiducia non esiste se non condivisa. Citazione farlocca ( in to the wild, parla di felicità ) ma credo condivisibile.

Se in due felici protagonisti sono i genitori io vorrei essere il figlioletto e la pubblicità la vorrei fare io, sconsigliando il mutuo. Sto bene così .

Playboy forever

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