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Qui e allora?

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.

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futuro

Marketing obsoleto

Chi ha bisogno di chi ?

Rispolvero oggi un grande interrogativo che mi turba.

Sono in attesa dal medico per un controllo del mio effetto placebo. Anche lui va controllato . Capire cioè se con due parole amichevoli e un controllo della pressione , c’è una reazione.

Bene. Il cane è lì fuori che mi aspetta delicatamente (?) legato ad un cancello. Mi capirà.

Torniamo a noi e al titolo del post

Chi ha bisogno di chi

Oggetto. Il bisogno di lavoro. Se è un bisogno come crearlo e come venderlo.

Viene venduto con le stesse categorie delle scarpe da ginnastica colorate .

Perché ? E’ la domanda.

Ho la mia teoria

C’è ne poco, sopratutto nella scrivania dell’agenzia interinali.

Più c’è marketing meno c’è bisogno.

La tecnologia così è inutile e dannosa. Occhio . Solo una piccola parte di persone / stati , ne stanno godendo con dei $ d’avanti, il resto sono briciole. Sappiatelo. È una specie di inquinamento visivo/compulsivo/mentale.

Farti sentire di “Essere sempre in difetto”.

bisogna saper dire di NO. Così si scopre il significato dei bisogni.

Quelli veri ? Si. Ora occorre scoprirli, con impegno però . Da soli non vengono. Tenete la testa e il cuore libera da schemi / condizionamenti. Come i bambini.

Ispirazione

Spiegare il mondo? No.
Ma accorgersi di un passaggio determinante, SI
Parlare di musica attraverso una ispirazione dove si intrecciano politica, economia, guerre ? SI

Chi scrive meglio di me. Davide Astolfi (fb)

Un pensiero serio di fine estate: i seguaci più estremi e coerenti del libero mercato sostengono che qualsiasi azione dell'uomo sia spiegabile con il principio della massimizzazione dell'utilità. Dalla scelta di una tariffa telefonica a quella di un compagno di vita.
Ora, il nostro mondo è diventato grandemente mediato da smartphone e social e dalla loro velocità, tanto che la politica è diventata "psicopolitica" (per dirla col filosofo coreano Han) e il marketing (politico e non) è marketing degli istinti e non dei sentimenti.
Siamo sicuri che il principio di massimizzazione dell'utilità sia ancora un paradigma sensato con cui spiegare il mondo?
Per me non lo era neanche nel mondo analogico e l'ho sempre considerato un'ideologia violenta. Ora, a maggior ragione.

Poi, qui la mia riflessione

Ecco perché oggi chi disegna il futuro deve far convivere ritmo (tempo) con la poesia (spazio) . Mi immagino di spiegare così il concerto di tom yorke l'altra sera😉

https://youtu.be/-o8TmgT_aIg

Come stai? 

Gia.

Un intercalare tipicamente Romagnolo per ingannare sguardi e attese, come sanno fare bene gli oggetti e i regali di plastica.

Bene. Ho poco idee ma lucidissime.

C’è del disagio. o come dico io alla domanda in oggetto “si soffre con classe”

Stavolta provo a fare una mia sintesi sull’agire politico che mi consiglio.

Lo slogan : In Europa si ma non così. Tempo scaduto.

Ci sono tre aree d’intervento dove occorre intervenire. Un arbitro diverso che sappia guardare a far giocare la partita a più persone possibili. Esempio :

fisco : Ryanair in Irlanda , perché secondo voi?

Lavoro Cina …? Ecc. Non sto a scriverlo.

Welfare :  Italia lo ha fatto con i tassi d’interesse anni 90, svalutazioni e i famosi BOT . Una caramellina dolce per tenere buona la classe media, dipendenti.(ricordate?)

Poi le lacrime di imprenditori che scrivono libri sui sensi di colpa generazionali e dicono cose semplici e utili sul come e cosa deve fare la Politica. Oggi si fa così politica. Chi legge bene si salva, più o meno.

Guido Brera (linkiesta)

La politica .. Deve fare interventi per fermare questi tre arbitraggi – quello del lavoro, quello fiscale, quello dei tassi d’interesse – che hanno ridotto tutto (fiducia) in frantumi.

Occhio che vincono i belli giovani e i ciuffi biondi e la cocaina al posto dei carboidrati.

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