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Qui e allora?

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.

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Vizi immortali

Fumo con classe .

Sto con Scurati.

“Qualunque storia — scriveva Hemingway — se la racconti sufficientemente a lungo, finisce con la morte. È questa essenza della condizione umana a rendere i vizi, gli eccessi, i piaceri peccaminosi una delle più alte manifestazioni di vitalità della nostra specie. Sono brevi momenti d’intensificazione vitale, piccoli carnevali quotidiani, istanti di oltranza nei quali l’individuo insorge dentro e contro il proprio destino di mortale.

Una politica della «buona vita» che non tenga conto di ciò, non avrà compreso niente della condizione umana. Io voglio la «città verde», sogno cieli puliti e foreste urbane, sono disposto a battermi e a tassarmi per esse, ma solo a patto di poter rimanere me stesso, un uomo libero con le sue (poche) virtù e i suoi (inestirpabili) vizi, sotto quei cieli e quelle fronde. In caso contrario, l’utopia ecologica diventerebbe un incubo orwelliano in salsa di soia .

osa, intanto.

Chi esige non fa altro che sancire i limiti del mondo limitato; ne riconosce i capi e i valori e ne accetta i contorni.Chi fa, invece, si spinge oltre, trasvaluta i valori, disconosce il ruolo normativo del potere e accetta la chiamata del futuro. In una parola, osa.

http://www.tlon.it

Rivoluzionari ma con calma è una interessante provocazione di Ugo Fagioli . La canzone gira bene, è pop, riverberata quanto basta, ma sopratutto il giro di basso è potente. ripetitivo com il respiro ,basso.


La mania del controllo

“La cosa migliore che si possa fare quando piove è lasciare che piova”, ha scritto H. W. Longfellow. Siamo abili nel ricordarcelo quando c’è il sole o quando siamo al calduccio in casa a bere cioccolata calda, ma malediciamo la pioggia quando ci si è rotto l’ombrello, l’autobus non passa, si rompono le buste della spesa, ci bagniamo dalla testa ai piedi.

Ci lamentiamo, disperdiamo le energie nel dire che quella cosa è ingiusta, che dovrebbe smetterla di piovere, almeno per il tempo necessario per tornare a casa. Eppure che piova – che la vita non fili via liscia – è naturale, è nell’ordine delle cose, e forse è anche necessario per un qualche equilibrio delle forze celesti che non conosciamo.

Eppure non c’è verso, continuiamo a desiderare il controllo di ogni cosa, anche se sappiamo che non lo avremo mai, che ci sono cose incontrollabili o che non si possono modificare.
Forse l’unica via è impararlo un poco alla volta, e imparare dall’esperienza che la pioggia non è un evento negativo, solo naturale, e che pensare che dovrebbe smettere solo per permettere a noi di tornare a casa è la misura del nostro infinito narcisismo.
Lascia che piova. E lasciati piovere.

Testo recuperato da Tlon

Grazie Tlon ( Maura Gangitano e Andrea)

Odio e amore 

Scritto così è chiaro. 

L’amore potrebbe imparare molto dall’odio, se fosse un po’ più umile.L’odio è sempre fresco e pronto a sgorgare. 

L’amore ha bisogno di essere costantemente rinfrescato.

L’odio sa trovare il proprio obiettivo e in un attimo sa raggiungerlo. 

L’amore si confonde e persino a un passo dall’amato si perde. 

L’odio sa unire le folle e le sa spingere all’azione. 

L’amore spesso chiude le coppie e le addormenta nelle stanze.

Immaginate un amore simile all’odio, che potenza avrebbe. 

Scriveva Wislawa Szymborska (la amo!!!) sull’odio:

Diciamoci la verità:

sa creare bellezza

Splendidi i suoi bagliori nella notte nera

Magnifiche le nubi degli scoppi nell’alba rosata.

(…)

Ha la vista acuta del cecchino

e guarda risoluto al futuro.

– lui solo.

L’odio non è solo efficace: è anche artistico, acuto e creativo. 

L’odio è visionario e lucido, e sa interpretare il mondo e le sue mutazioni. 

Se solo l’amore si desse meno importanza, 

scoprirebbe nell’odio il suo più grande maestro.

Non è mio ma è come se lo fosse. 

Scritto da  Andrea Colamedici (tlon edizioni) anima  fine tra rock an roll e filosofia. 30 anni, lui, di saggezza dico io. 

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Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.

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