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Qui e allora?

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.

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Libertà in vena

“Ammettiamo che il criterio pedagogico è uno solo: la libertà”
Lev Tolstoj

“E’ come viaggiare gratuitamente”
“Scoprire la parte di sotto dell’iceberg”
“Abbandonare il pregiudizio”
“Decontestualizzare le cose note”
“Innescare il desiderio di raccontarsi”
“Sviluppare il nostro muscolo delle associazioni, collegare le nostre idee tra loro e giocare con questa abilità”
“Considerare le cose che solitamente vengono trascurate e cambiare continuamente il punto di vista”
“Allenare lo sguardo”
“Sviluppare la partecipazione come metodo per esprimere la libertà”
“Eliminare la nostra dipendenza dal giudizio”
“Bisogna innescare un desiderio!”
”Da piccola immaginavo che il pavimento fosse il tetto e viceversa. Immaginare l’ambiente in modo nuovo ti fa sembrare di uscire dal posto in cui ti trovi”
“Liberarsi della sensazione di dover fare qualcosa di necessariamente ”sensato”
“Rapportarsi a più persone diverse e al loro sentire”

[principi pedagogici fondamentali sottoscritti oggi dalla costellazione di studenti e studentesse alla terza lezione del corso di Didattica dei linguaggi artistici]

Accademia di Belle Arti di Napoli Scuola di Didattica dell’arte AbaNapoli

Grazie a Valentina Pagliarini (non museo Cesena )

Rock and roll

Io cerco l’amore in ogni mondo perché l’amore è ciò che ho perduto.
Eppure non esiste né l’incontrarsi né il separarsi, esiste unicamente il puro piacere dello spazio dinamico.

🙏 🐉 #SeleneCalloniWilliams

Jung il mio eroe

Oggi non solo è solstizio ma è anche teatro di uno degli eventi cosmici più importanti del secolo, la grande congiunzione Giove-Saturno.

“Probabilmente esiste qualche collegamento, nell’inconscio dell’uomo, con – si potrebbe dire – l’Universo.
Ci deve essere qualcosa nell’uomo che è universale; in caso contrario egli non avrebbe potuto fare una proiezione simile, non potrebbe leggere se stesso nelle costellazioni più remote.
Non si può proiettare qualcosa che non si possiede; qualsiasi cosa si proietti in qualcun altro è dentro di sè, si trattasse pure del diavolo stesso. Il fatto che proiettiamo qualcosa nelle stelle significa quindi che possediamo qualcosa che appartiene anche alle stelle.
Facciamo veramente parte dell’universo.
Giacchè si fa parte del cosmo, qualsiasi cosa si faccia dovrebbe essere in armonia con le leggi del cosmo stesso.”

Carl Gustav Jung

Ma che credi all’oroscopo? No credo alle stelle

il gioco all’ennesima potenza

Una foto basta. Ciao Diego.

uffa non ce la faccio! forse la nebbia fuori, il gatto sulla pancia, il cuore a mille, Lucinda William con doors heaven nelle orecchie, la rivoluzione delle coscienze alle porte, la pizza in forno autoprodotta dalla testa ai piedi.

scrivo

Per me incarna il mito dell’eterno fanciullo. Ci ha fatto guardare in alto a tutti. Poi l’atteraggio nella carne è attorno al gioco popolare per eccellenza, il calcio, con il suo sapore di rituale pagano, ha fatto il resto. Si, credo che si possa parlare di riverbero emotivo attorno al simbolo incarnato in Maradona. Il gioco come spazio dove rimanere fanciulli è più facile e dove #maradona ha toccato e riverberato quel mondo interno che parla di abissi in alto e in basso, impossibili da separare

Il gioco, alla estrema potenza. Il codice dell’anima di Hillman rimane un libro da iniettarsi nelle vene ma, passando di qui, consiglio anche il suo Puer Auternus. Ciao Diego. grazie.

“Come mai le stelle «cadono tanto in basso», e diven­tano manichini dalla faccia rifatta, alcolizzati sessual­mente devianti, paranoici religiosi? Non sono forse, questi, disperati tentativi di toccare terra? Ogni sinto­mo è un compromesso, come aveva visto bene Freud. I sintomi sono indirizzati verso il fine giusto, solo che per realizzarlo usano i mezzi sbagliati. Le vette cerca­no gli abissi; vogliono scendere, non importa come: con il suicidio, accettando contratti rovinosi, con la bancarotta, con i grovigli emotivi più disastrosi. Nien­te atterraggi morbidi.Possiamo rileggere le ultime fasi della sua vita co­me le condizioni esistenziali proprie dell’esilio: del viandante, del nomade o del pellegrino, della vittima della diaspora, del poeta mendicante sufi o del mona­co Zen ebbro di vino. La patria del daimon non è sulla terra; il daimon vive in uno stato alterato; la fragilità della carne è una condizione imprescindibile per la vi­ta dell’anima sulla terra; e, del resto, non lasciamo tut­ti debiti da pagare quando ce ne andiamo? Sfrondato Diego Armando di tutta la sociologia e di tutta la psi­coanalisi, campeggia Maradona, uno di coloro che non sono riusciti a discendere, cioè a crescere, del tut­to perché era della sua ghianda non soltanto di giocare e segnare sotto le luci della ribalta, di essere il Pibe de oro e di mettere in scena come clown dalla faccia infarinata la presenza del mondo di là, ma anche di rappresentare l’esilio e la nostalgia dell’esule”.James Hillman, Il codice dell’anima (ho tolto Judy Garland, ho messo Maradona)” grazie a TLON sempre.

Mi vengono in mente quegli alberi di Nietzsche i cui rami vanno così in alto che la gravità si fa ancora più pesante tanto da piegarli in giù.E mi viene in mente quella frase Junghiana per cui lo scopo più alto di un uomo autentico dovrebbe essere vivere “una vita tranquilla”

non sono io… ma è come se lo fossi. 🙂

importante è…

“L’importante è arrivare vivi alla morte”

disattenzione, poetica

Disattenzione (Wislawa Szymborska)
Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare
domande,
senza stupirmi di niente.
Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.
Inspirazione, espirazione, un passo dopo
l’altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.
Il mondo avrebbe potuto essere preso per
un mondo folle,
e io l’ho preso solo per uso ordinario.
Nessun come e perché –
e da dove è saltato fuori uno così –
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.
Ero come un chiodo piantato troppo in
superficie nel muro
(e qui un paragone che mi è mancato).
Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti
perfino nell’ambito ristretto d’un batter
d’occhio.
Su un tavolo più giovane da una mano d’un
giorno più giovane
il pane di ieri era tagliato diversamente.
Le nuvole erano come non mai e la pioggia
era come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.
La terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.
E’ durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.
Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.
Spledida!!!
cari rifugiati.

In due parole

Lilith è il potere Universale.

Il suo sesso è una scuola di Mistero che porta al Sacro.
La sua emanazione stordisce, porta Caos interiore e poi rinascita.

Ma dovrai essere pronto a scontrarti col tuo Ego più occulto, per giungere tramite lei all’interezza divina.

Lei ripudia e condanna i falsi spirituali dell’intelletto e della ragione.
Lei trova la via nei suoi sogni e nei segreti del suo corpo.
Ha sangue sulle cosce e stelle nei lunghi capelli.

Volge i suoi grandi occhi verso l’interno
e usa la vista delle civette per vedere da dove viene. Non segue nessuna regola e autorità,
ma solo la sua vera Natura.

La sua voce è onesta ed il suo cuore indomito.
Non ha vergogna, la sua danza è selvaggia.
Lei stessa è la sua iniziazione.

Lei comprende la potenza di due corpi che si fondono e suo è l’insegnamento a ritrovare l’essenza primordiale.

Il suo corpo è un altare a cui inginocchiarsi e portare doni. Lei è la Madre e l’assassina.
Lei crea e nutre, uccide e distrugge.
Lei non è né bene né male, né entrambi.

Lei ama la purezza della Luce quanto l’antro più tetro, poiché entrambi la abitano, ma lei è nessuno dei due.
Lei è assolutamente inspiegabile per l’umana concezione.

Lei è ciclica, non ha senso, non cercarlo o impazziresti, puoi solo affidarti, perché lei è oltre gli opposti di questa esistenza relativa.

Lei non giunge per asciugarti le lacrime o consolarti, arriva quando sei pronto ad essere distrutto, spazzato via come un uragano,
totalmente rinnovato e pronto A VOLARE DAVVERO.

Perché lei è la forza creativa caotica incontrollata primordiale,
in orgasmo con la vita.

La vita è movimento

Muoviti sempre.
Il mantra dei pugili, dei bersagli, delle vele, delle bandiere e delle idee.

L’incoronazione | Charles Eisenstein

Poi qui c’è tutto quello che ci deve essere

L’incoronazione | Charles Eisenstein
— Leggi su charleseisenstein.org/essays/lincoronazione/

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La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )

DestinodiLux

"Una persona che non ha mai fallito è una persona che non ha mai tentato"

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