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Qui e allora? cadere dalle nuvole non è poi cosi male

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.

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Non solo cantare

Pregare.


« … può essere rivolta a Dio, o a un Dio, a una Dea, a un santo, a un saggio, a una montagna, o al mistero muto dietro le stelle. Può essere fatta di parole o di silenzi. Può essere religiosa o laica. In tutte le sue forme essa si manifesta come forza congiuntiva. Pregare, in qualunque modo ne siamo capaci, significa pensare al senso della vita: perché venga, perché sia fatto, anche attraverso di me, il mio lavoro e la mia speranza. Questo un secolo fa aveva intuito il caporale Wittgenstein nelle trincee del fronte, e questo è anche per me il modo migliore di rifornirmi di energia pulita per non farmi vincere dallo sconforto e non ridurmi a vivere la vita all’insegna della furbizia della selezione naturale e dell’ego con la sua ridicola vanità»

Vito Mancuso

Young folk

I pensieri lunghi a volte atterrano e trovano pace in certi incontri . I libri li scrivi tu prima dentro di te poi , improvvisamente, li ritrovi . Negli sguardi dell’anima

“Ecco cosa spesso siamo da adulti..siamo vite vissute da altri e per altri.
Siamo i cambiamenti che non facciamo, i percorsi ripetitivi che non abbandoniamo.
Siamo persone sole che se la raccontano.
Se almeno avessimo il coraggio di ammetterlo e di essere onesti fino in fondo, avremmo già fatto abbastanza per rompere l’inerzia. Per tornare a prenderci quello che cerchiamo: la vita, e con essa, la felicità “.

( Dal libro” Young Folks” di G. Pierantozzi)

Pelle delle mie brame

La pelle divide il dentro dal fuori . Racconta il dentro . Lo puoi vedere , sentire , accarezzare

Poesia di Chandra

La pelle è sempre in prima linea
come i cappotti le madri i villaggi,
è un confuso conoscitore di mondi
è serbatoio e cemento
trasale fa barriera
è distendibile e delicatamente resistente
sanguina respira. Nuca mani e piedi
spalle petto fianchi conoscono
il mondo senza l’assedio della narrazione
stormiscono e scompensano il pensiero.
La pelle è educazione sentimentale
ogni parola un branco che preme i pori
e ne fa porte sul cielo vuoto dell’interno,
dove soffia la memoria
l’aria del tempo.
Per primo viene il tatto
quando mettiamo una parola
al mondo. Invecchiando la pelle
diventa piú sottile
perché aumenta il desiderio
di mistero, diminuisce
la paura di attacco.
È nuda su questa terra,
si sbriciola nel passaggio.
In lei la vita umana si consuma
e poi si spegne o forse vola
fuori di lei, la lascia.

Chandra Candiani da ‘La domanda della sete.’ Einaudi

Ciò che avviene

“Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

Dei fatti maturano nell’ombra, perché mani non sorvegliate da nessun controllo tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora. E quando i fatti che hanno maturato vengono a sfociare, e avvengono grandi sventure storiche, si crede che siano fatalità come i terremoti. Pochi si domandano allora: «se avessi anch’io fatto il mio dovere di uomo, se avessi cercato di far valere la mia voce, il mio parere, la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?”

Antonio Gramsci, Quaderni dal carcere

La poesia dei doni

https://youtu.be/sUKpM101qI0

L’originale

Il potere

Attrae ma brucia

Il potere non va lasciato solo. Straripa

‘ Il punto è che non si può mettere un essere umano in una delle condizioni di maggiore fragilità per la nostra natura e poi lasciarlo da solo. Non puoi dare il potere ad una persona e poi lasciarla sola, specie se lei quel potere lo voleva. Non ce la può fare. Deve proprio cambiare la nostra relazione di base con il potere, dobbiamo smettere di darlo ad altri e se glielo diamo, perchè è questo il modo che abbiamo scelto per organizzarci, dobbiamo sapere che dobbiamo stargli accanto continuamente…con il fiato sul collo, se proprio non riusciamo ad immaginarla in un modo più amorevole, altrimenti è assai improbabile che si occupino dei fatti nostri’

Ispirata lei ( Claudia Fabris ) grazie

Questo è un racconto dei mei incontri. Raccolgo tracce invisibili agli occhi

Grazie Claudia Fabris ( parole sotto sale )

semplice, non facile

L’amore non è una forza uguale e contraria per cui chi riceve è spinto a dare in egual misura, è un prestito spesso con l’interesse passivo o semplicemente una scommessa, come fa il contadino quando getta il seme nella terra

ogni esperienza ha il suo perchè

Perdita di esperienza

Quasi cent’anni fa Walter Benjamin denunciava una nuova barbarie del suo tempo: la perdita di esperienza. Anche oggi, divorati dalla complessità del presente, gli esseri umani anelano a un ambiente confortevole, in cui lasciarsi attraversare da flussi d’informazione e poter delegare ad agenti esterni tutto ciò che ha a che vedere con la loro felicità, per nutrirsi di certezze semplici e fugaci. L’esperienza ha invece in sé qualcosa di violento, di pericoloso, attraverso il quale è necessario spingersi per arrivare a vivere-con i diversi mondi che ci attraversano – per poter pensare. Nell’epoca in cui i soggetti sono divenuti profili, prodotto interpassivo dei dispositivi di potere e delle tecniche esercitate dal governo degli algoritmi, sentiamo allora la necessità di tornare a vivere i nostri pensieri e le nostre sensazioni, di accedere a strutture di azione capaci di recuperare una certa pratica del reale: di dare senso all’esperienza vissuta.
È forse così che possiamo rileggere, nella contemporaneità, l’imperativo volto ad “aver cura di se stessi” della filosofia greca antica: come la necessità di una costante terapeutica delle soggettività e degli stili di vita, un’etica e una poiesis dell’esistenza ben lontana dalle derive individualistiche, ma anche dal narcisismo estetizzante o dalla contemplazione snobistica del disastro. Libertà è allora innanzitutto una pratica, un costante impegno nel confronto e nella cura di sé e degli altri, per costruire una salute integrale, dell’esistenza e del pensiero.
                                                                                                                         

grazie @ Sara Baranzoni

Azione ?

prendete distanza da chi riempe la tua attenzione senza chiedere permesso.

ascoltate musica andata a cercarla negli occhi delle persone che la costruiscono vivendola.

Jung

https://www.jungitalia.it/2016/07/22/lillusione-di-cambiare-il-mondo-con-la-politica-jung/?fbclid=IwAR24Vts1YZ4W3w7c-mNGlJ27F2QSvTcKnfMTe9JatfakYvLuJFWsRL9tDsU

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