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Qui e allora?

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.

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Scrivi tu le tue poesie

Prima fase . Frequentare i maestri, i fossi, le distanze , le guance, le trasformazioni , l’inconscio la mattina . Le tue parole poi

Bisogna, alle cose,
lasciare la propria quieta, indisturbata evoluzione
che viene dal loro interno
e che da niente può essere forzata o accelerata.
Tutto è: portare a compimento la gestazione – e poi dare alla luce …

Maturare come un albero
che non forza i suoi succhi
e tranquillo se ne sta nelle tempeste
di primavera, e non teme che non possa arrivare l’estate.

Eccome se arriva!
Ma arriva soltanto per chi è paziente
e vive come se davanti avesse l’eternità,
spensierato, tranquillo e aperto …

Bisogna avere pazienza
verso le irresolutezze del cuore
e cercare di amare le domande stesse
come stanze chiuse a chiave e come libri
che sono scritti in una lingua che proprio non sappiamo.

Si tratta di vivere ogni cosa.
Quando si vivono le domande,
forse, piano piano, si finisce,
senza accorgersene,
col vivere dentro alle risposte
celate in un giorno che non sappiamo.

Rainer Maria Rilke, 1903

Chiamate telefoniche – 1 – Carmilla on line

Piero Cipriano – Questo scritto che ha per oggetto il virus, la storia inizia quando il virus ancora non era epidemico, ancora si poteva uscire di casa…
— Leggi su www.carmillaonline.com/2020/03/24/chiamate-telefoniche/

La bivaccofobìa – Jacobin Italia

La bivaccofobìa – Jacobin Italia
— Leggi su jacobinitalia.it/la-bivaccofobia/

NOTE EMOTIVE

Fare attenzione alle note emotive.

devono accadere, inciampandoci. Non possono essere programmate e vendute. Questo è il mio punto di vista.

Poi leggo e provo ad aggiungere.

Lettera di Jung a Miguel Serrano – Kusnacht , 31 Marzo 1960

🖋️ «L’azione esterna è completamente innecessaria dal momento che la mente è come una radio che trasmette e riceve, anche nella più totale solitudine, nell’isolamento più assoluto. Niente si perde.

Nel mondo delle masse che si sta imponendo, saranno necessarie più che mai individualità forti che lo polarizzino ed equilibrino la tensione.

«L’uomo in pace con se stesso, che accetta se stesso, dà il suo infinitesimale contributo al bene dell’universo. Ognuno presti cura e attenzione ai suoi conflitti interiori e personali e avrà ridotto di un milionesimo di milione la conflittualità del mondo.»
(C.G.Jung)

 

joker mi abiti

Occupiamoci di lavori nuovi. Strade, ponti, industrie, cuori di scorta, li abbiamo inventati, prodotti e venduti. Ora stiamo finendo il giro, globalizzando gioie e dolori. Facciamoci spazio senza per forza distruggere, please.

Siamo in tanti ma infinitamente soli.

Joker, ti penso, mi abiti e ti osservo quando ridi. Mi hai commosso con la libertà ritrovata tardi, ormai ferita a morte. Bello è stato vederti danzare. A terra, in piedi  e in fondo non hai trovato il caldo necessario per riposare. Una corsa verso il tuo sacro destino. La vita di ognuno ha la sua scadenza e con se il proprio “motivo”. obbiettivo raggiunto!

Ora il tuo sorriso non fa più ridere.

Shamdasani: “L’individuo è una porta. A mio parere non è semplicemente questione di risolvere le nevrosi individuali, la sofferenza individuale, ma di affrontare gli aspetti nei quali la sofferenza individuale si interseca, aderisce, ha un legame diretto con i problemi collettivi.

Occupiamoci del profondo e per chi ha del margine, sposti lo sguardo anche fuori.

ora ci vuole questa . ANGEL

 

“>Fever Rey è il sound di questo post.

 

 

eterno fanciullo blues

Le letture importanti.

Per me questa estate è questo libro della Marie Luise Von Frantz intitolato L’Eterno Fanciullo.

Amavo questa poesia di F. Arminio. C’era una vibrazione affascinante ( il fanciullo vola in alto.. vedi peter pan ) tra creatività e energia vitale.

Ora c’è un urlo, che condivido perchè produce grandezza e bellezza come solo una poesia può fare. Oltre le parole ci sono le immagini.  Godiamolo.

 

“Chi ha provato ad amarmi
prima o poi si è arreso.
Ma una donna ci deve essere
che lo vede
questo sentimento segreto
Che commuove ogni mio secondo,
che non mi fa stare con voi,
non mi rassegna al mondo.”

(F.Arminio)

e un po mia.

Eros è vivo

Mi piace molto questo articolo letto oggi,

L’AMORE ACCADE QUANDO NOI CI TOGLIAMO DI MEZZO

Serena Santorelli scrive: “Non chiederti mai perché sei stata illlusa. Chiediti, piuttosto, perché ti sei lasciata illudere.”

Ogni volta che restiamo “delusi” dall’altro significa che abbiamo alimentato delle aspettative inconsce. Abbiamo sostituito il “reale” con “l’ideale”.

Lo chiamiamo amore ma non è altro che attaccamento, possesso, istinto biologico.

Mentre per un bambino l’attaccamento è sano perché ha bisogno di essere dipendente dell’altro per sopravvivere da adulti l’altro non è più necessario alla nostra sopravvivenza ma diventa spesso lo specchio in cui proiettiamo le nostre aspettative, illusioni, idee distorte sull’amore chiedendo all’altro di soddisfare i bisogni affettivi che i nostri genitori non sono stati in grado di soddisfare.

Noi proiettiamo negli altri l’immagine di padre e di madre.

Ma la brutta notizia è che nessuno potrà colmare quel vuoto a parte noi stessi… perché se siamo vuoti non possiamo dare nulla e se non abbiamo nulla da dare chiediamo agli altri di riempire quel vuoto.

L’amore invece, che sfugge a ogni definizione, non si aspetta nulla in cambio perché il suo esistere si dispiega nel suo incessante darsi a vicenda nella relazione fino a quando questo donare ci regala felicità.

Non amiamo l’altro per quello che fa o non fa ma lo amiamo per quello che è.

Nel momento in cui iniziamo a non essere più felici è perché abbiamo permesso alla mente condizionata, con i suoi giochi di potere, di entrare nella relazione e assumere il controllo e continuiamo a stare in una relazione per riscuotere un “risarcimento” che non arriverà mai.

La vita, invece, che ne sa più di noi non ci da quello che “pretendiamo” ma quello che noi stessi inconsciamente e ingenuamente “creiamo” per prendere coscienza di chi siamo e di cosa vogliamo.

Non sapendo fidarci di noi stessi o dell’esistenza mettiamo delle condizioni all’amore stesso chiamando il sesso, il bisogno, la dipendenza “amore”. Questa è una bestemmia nei confronti di Eros che sa sempre dove inviare le sue frecce. L’amore, nei panni di Eros, non è un’idea personale ma è un’immagine collettiva, un dio, un mito, un archetipo.

E poi ci domandiamo perché i nostri rapporti non funzionano… Voi vorreste essere al mondo per soddisfare le aspettative e le illusioni dell’altro? Vorreste essere costretti ad essere come l’altro vi vuole? Ad Eros non piacciono i ricatti. Eros e’ gioia.

Il treno

guida.viaggiosoloandata.it/transiberiana-fai-da-te

Classico se non poetico

“Io sono una domanda per il mondo e devo fornire la mia risposta, altrimenti mi ridurrò alla risposta che mi darà il mondo.”

C.G.Jung

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IN BRODO

Nulla si butta tutto si trasforma. L'antica tecnica culinaria del brodo per riscoprire la relazione profonda tra il cibo le persone e il territorio.

Il Canto delle Muse

La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )

DestinodiLux

"Una persona che non ha mai fallito è una persona che non ha mai tentato"

PAROLE LIBERE

lasciamo la paura delle parole per cambiare il mondo con i fatti

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