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Qui e allora? cadere dalle nuvole non è poi cosi male

Antropologo in una epoca di passaggio. È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Sto facendo del mio meglio per essere all’altezza di me stesso. Nessuno può farlo per me.

Ricchezza di cosa?

Non mollate.

Guardate negli occhi le persone. Non ascoltate le parole, la mente mente.

Oppure ascoltate e leggete le poesie

“Se la vostra vita quotidiana vi sembra povera, non l’accusate; accusate voi stesso, che non siete assai poeta da evocarne la ricchezza; ché per un creatore non esiste povertà né luoghi poveri e indifferenti.”

RAINER MARIA RILKE

Tra le righe

Articolo molto interessante, soprattutto nel finale.

Due riflessioni :

– l’articolo è studiato per vendere l’iPhone 8 parlandone ironicamente male ?

– articolo colto per farci capire che la felicità non passa dal continuo desiderare / comprare / rincoglionire 😬

La foto è una sintesi del cortocircuito emotivo al quale siamo sottoposti .

Eccolo

Come probabilmente non avete potuto fare a meno di apprendere qualche settimana fa, il nuovo iPhone 8 vanta una “agevolericarica wireless”, il che significa che invece di infilare il cavetto nel telefono e inserire la spina nella presa, basta semplicemente appoggiare il telefono sul caricatore. Che poi si collega alla presa. Se vi riesce difficile immaginare che genere di persona trovi insopportabilmente scomodo il fatto di dover infilare un cavetto nel telefono, soprattutto visto che deve comunque lasciarlo dov’è mentre si carica, allora siamo in due.

Ma sono sicuro che il caricabatteria wireless attecchirà lo stesso, perché Apple ha capito una cosa fondamentale sulla psicologia della comodità: metà delle volte, non ha niente a che vedere con l’eliminazione di compiti noiosi o faticosi.

Serve solo alle aziende per introdurre nuovi prodotti “dei quali non sapevamo di aver bisogno” – un modo fantasioso per dire che non ne avevamo bisogno – ben sapendo che quando tante altre persone li avranno, li vorremo anche noi, e una volta che li avremo avuti, non vorremo perderli. “Immagino che sia una di quelle cose delle quali non ti importa niente finché non cominci a usarle”, ha scritto un possessore di caricabatteria senza fili per cercare di spiegarne il fascino. Il che è vero anche per l’eroina, ma per il momento lasciamo perdere.

Comodità indotta

La principale responsabile di questo è probabilmente la cosiddetta avversione per la perdita, il fenomeno per cui l’idea di perdere dieci euro ci sconvolge più di quanto non ci ecciti la prospettiva di guadagnarne dieci. Forse per ragioni evolutive, siamo molto più motivati a tenerci stretto quello che già possediamo che non a cercare di ottenere quello che ancora non abbiamo. Aggiungete a questo un’innata tendenza alla pigrizia – il nostro istinto a conservare più energia possibile e a evitare qualsiasi sforzo – e capirete subito perché, una volta che ci hanno convinti ad adottare certe finte comodità, è improbabile che vogliamo rinunciarci.

Prima di avere la ricarica wireless, lo sforzo di infilare un cavetto nel telefono ci sembrava irrisorio, ma una volta che ce l’abbiamo, diventa troppo comoda per farne a meno. E perciò anche se, come me, siete il tipo di persone che sognano di tornare indietro da un telefono intelligente a un telefono scemo, vi ritrovate a comprare il nuovo smartphone.

La cosa più difficile è fare buon uso del tempo che già abbiamo

Un’altra strana implicazione della mania della Silicon valley per le “comodità” è che, messe tutte insieme, queste piccole seccature quotidiane – infilare il cavetto nel telefono, dover parlare con un essere umano per ordinare una pizza, inserire una carta di credito in un dispositivo invece che appoggiarcela – costituiscono un serio ostacolo alla possibilità di avere una vita più piena e più felice.

Ma il risparmio di tempo è veramente ridicolo. La cosa più difficile è fare buon uso del tempo che già abbiamo. Perché, anche se il caricatore wireless ci facesse risparmiare un’ora al giorno, invece che tre secondi, quella stessa tendenza alla pigrizia ci farebbe passare l’ora risparmiata a curiosare su Facebook o su Instagram invece che a scrivere un libro, a fare volontariato o qualsiasi altra cosa. E come potremmo curiosare su Facebook? Proprio con quello smartphone che avrebbe dovuto farci risparmiare tempo. Bisogna ammettere che tutto questo è molto comodo. Comodo per la Apple e per tutti gli altri produttori, ma non per noi.

(Traduzione di Bruna Tortorella)< em>Questo articolo è uscito sul quotidiano britannico The Guardian.

Lo sport parla la mia lingua . Ben augurante!

Editoria del futuro

E’ femmina come tutto il resto. mi sembrava di averlo già detto chi sta rivoluzionando il Mondo. ALTRO CHE GOOGLE.

Noi ometti abbiamo bisogno tutto questo. Sarà più bello e interessante stare insieme o semplicemente frequentarci. Me lo auguro. NON è una gara è solo una rivoluzione.

Qui il progetto FREEDA .

https://www.facebook.com/freedamedia/

Playboy forever

Hugh Hefner è morto a 91 anni, la prova che più che l’alimentazione o le rinunce ai vizi è la buona compagnia quella che fa.

Virus mentali e comunicazione

Chi ci guadagna ? Fatela sempre questa semplice domanda.

Che poi significa usare la propria testa. Bisogna impegnarsi, scegliere e condividere. Per scegliere devi conoscere ed essere curioso.

Virus mentalità

C’è una pubblicità di Fastweb segnalatami facebook.

La mamma dice: “come faccio a trovare tempo per me? con la connessione sky-fastweb mia figlia chatta tutto il giorno e mio figlio gioca col tablet, così ho tempo di vedermi la mia serie preferita!”. Bella famiglia di merda.

Bologna città della musica

via Home – Bologna Città della Musica

Tutto parla

Sono un forte lettore. Di tutto.

Dalle etichette degli shampoo ai cartelloni pubblicitari… 🙂

Sta di fatto che mi piace elaborare quello che leggo/vedi/ascolto. Così faccio collegamenti con l’umile e non pretenzioso obbiettivo di smascherare gabbie, ignoranze, interessi a senso unico, rincoglionimento a basso investimento.

Oggi va così . Sono in treno.

Il treno fa bene. Lui c’è se ci sei tu. Mette insieme responsabilità private e pubbliche.Il mezzo privato è prepotente. Faccio quello che voglio e quando voglio. Ecco perché certe culture puntano sui mezzi pubblici e mezzo lenti rispetto suv e 5000 di cilindrata. Prepotenze al 90% dei casi.

Da che parte stai ? Sicuramente l’Occidente in questo secolo sta spingendo verso una direzione. E’ stato bello ?

L’ambiente potrà darci il segnale. Ma sarà tardi.

Accorgiamoci ogni giorno di cosa e come ci nutriamo. Me compreso . Chiaro

metamorfosi necessaria

Non lo scrivo io ma abbiate pazienza, mi sembra perfetto.

Tranquillità  ( serenità ) :  recuperatela dove vi pare. Affetti – soldi – cibo – relazioni – fede.

empatia ( impegno ) : basta intrattenimento stupido. piccole dosi come con i grassi idrogenati

distanza ( interculturalità) : quanti colori hai attorno al tuo Mondo ora ?

contemplazione ( sintesi di pratica e teoria )  : azione. fai . come io oggi.

Nasce un tag @metamorfoSI e una categoria qui. per tirarci su. 🙂

questa è la musica che ci vuole. Bellissimo.

 

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MARIA CAPUTO AUTORE

POESIA SEI LA LUCE CHE MI GIRI FIN QUANDO NON MI CANTI

Dietro l’Oblò

Cosa c’è alle spalle del mondo? Il confine per un Mondo più grande. Tracciando la strada per le scienze umane.

Блог красоты и здоровья от LiDea

О себе, о женщинах, об особенностях женского организма, об изменениях, связанных с возрастом. О красоте и здоровье, о том, чтобы сохранить их в условиях дефицита времени. О том, как сделать так, чтобы чувствовать себя королевой, чтобы окружающие видели её в вас.