Chi è il vero soggetto del respiro? Noi non respiriamo, piuttosto siamo respirati da tutto ciò che amiamo. Perciò più amiamo e più siamo vivi!
Come può la naturale realizzazione essere un dovere? Una pianta di ciliegio non produce tutti gli anni la medesima quantità di frutti… Lo spontaneo realizzarsi è un potere che entra in comunione con gli eventi, si adatta e si manifesta riflettendo il contesto e l’ambiente circostante… Adattabilità e versatilità sono doti presenti nella marzialità come nella natura e che, potrebbero essere riassunte nella frase: “stare a proprio agio nel disagio”? Trovare e ricercare l’equilibrio nel disequilibrio, osservare il pacifico ordine nel belligerante disordine è un intento sacro, che non richiede altro che assenza di sforzi? Come quel ciliegio che cresce, s’espande ed evolve in ogni direzione, anche quando ad un metro dal tronco può esserci un dirupo e… “Senza opporre resistenza” continua imperterrito nell’evoluzione, nella missione, nel cammino… oltre quel burrone, quel vuoto limite che (non) c’è…
La verità è un processo dove il conflitto è elemento fondante . un atto pratico
La verità non è un quieto possesso… ma accade solo nella storia della continua liberazione, la quale si consegue veramente non rimanendo a contemplare il sole, ma ritornando nella caverna per diventare attivi liberatori dalle ombre.
Umberto Curi
La coerenza è una trappola, una delle peggiori, nonostante i panegirici che le vengono dedicati – proprio quei panegirici in realtà possono far intuire che ci sia qualcosa che non va. Ogni volta che sento dire a qualcuno che è coerente è perché non vuole fare qualcosa: “se non faccio A non farò nemmeno B”; “la cosa C non mi sta bene, quindi non farò nemmeno D”; “per tutta la vita hai fatto X, come fai adesso a fare Y”. Anche la Treccani riporta la coerenza come mancanza di contraddizione…peccato che l’etimologia dica altro. La coerenza, infatti, etimologicamente, indica parti che esistono insieme, nient’altro; nessuno ha mai affermato che queste diverse parti debbano essere allineate, anzi! È veramente coerente chi riesce a mantenere insieme parti diverse di sé, anche – è perché no, soprattutto! – in contraddizione tra loro, riuscendo a farle comunicare in armonia e in sintonia. In botanica si parla di botanica come unione di parti diverse che concorrono alla vita della pianta, sia che queste siano cresciute insieme o meno: la coerenza deve essere più un esercizio di riconoscimento delle diverse sfumature presenti nella complessità, più che una virtù decantata per mostrare al mondo quanto si è immobili e sterili e bravi a ripetere ogni giorno lo stesso copione. Se devi scegliere una coerenza, scegline una che ricordi le piante.
I pensieri lunghi a volte atterrano e trovano pace in certi incontri . I libri li scrivi tu prima dentro di te poi , improvvisamente, li ritrovi . Negli sguardi dell’anima
“Ecco cosa spesso siamo da adulti..siamo vite vissute da altri e per altri.
Siamo i cambiamenti che non facciamo, i percorsi ripetitivi che non abbandoniamo.
Siamo persone sole che se la raccontano.
Se almeno avessimo il coraggio di ammetterlo e di essere onesti fino in fondo, avremmo già fatto abbastanza per rompere l’inerzia. Per tornare a prenderci quello che cerchiamo: la vita, e con essa, la felicità “.
( Dal libro” Young Folks” di G. Pierantozzi)
La pelle divide il dentro dal fuori . Racconta il dentro . Lo puoi vedere , sentire , accarezzare
Poesia di Chandra
La pelle è sempre in prima linea
come i cappotti le madri i villaggi,
è un confuso conoscitore di mondi
è serbatoio e cemento
trasale fa barriera
è distendibile e delicatamente resistente
sanguina respira. Nuca mani e piedi
spalle petto fianchi conoscono
il mondo senza l’assedio della narrazione
stormiscono e scompensano il pensiero.
La pelle è educazione sentimentale
ogni parola un branco che preme i pori
e ne fa porte sul cielo vuoto dell’interno,
dove soffia la memoria
l’aria del tempo.
Per primo viene il tatto
quando mettiamo una parola
al mondo. Invecchiando la pelle
diventa piú sottile
perché aumenta il desiderio
di mistero, diminuisce
la paura di attacco.
È nuda su questa terra,
si sbriciola nel passaggio.
In lei la vita umana si consuma
e poi si spegne o forse vola
fuori di lei, la lascia.
Chandra Candiani da ‘La domanda della sete.’ Einaudi
Saper scrivere è lasciar comprendere
Grande Vito Mancuso dal web
MISTERO ED ENIGMA
Mistero è diverso da enigma. L’enigma è un rompicapo che riguarda l’intelligenza; il mistero è una condizione che riguarda la vita. L’enigma è là fuori, il mistero è qui dentro. Di fronte a un enigma l’intelligenza si lancia a risolverlo; di fronte al mistero la vita sente che deve tacere: non a caso il termine greco mystérion, da cui il latino mysterium, viene dal verbo mýo, che significa «mi chiudo, sono chiuso», detto di occhi e di labbra. La percezione del mistero si dà come inquietudine e al contempo come meraviglia. Per quanto mi riguarda, l’esperienza più intensa del mistero la provo di fronte al bene e alla gratuità che, in un mondo dove tutto è forza, calcolo e interesse, mi rimanda a una dimensione diversa. #VitoMancuso
Morale e libertà procedono di pari passo.
Il tu devi e il tu sei sono gabbie.
s’impara ad andare in linea retta solo camminando senza alcun binario: solo allora si apprende che cosa siano la vera obbedienza e la vera responsabilità.
Finché si cammina tra due alte pareti, dal cui percorso è impossibile deviare, non c’è né libertà né responsabilità, e tanto meno una qualunque altra virtù; potete essere completamente ubriachi, e ciò nonostante andare dritto. Se siete stretti tra due pareti, vi è semplicemente impossibile andare a zig-zag.
Ora, può darsi che, durante le molte centinaia d’anni che caratterizzano una civiltà consolidata, possa prevalere tale condizione: una strada sicura fiancheggiata da solidi muri.
Giunge però un tempo in cui questi stessi muri cadono, e a questo punto ci troviamo all’improvviso a dover dipendere da noi stessi. Tutto viene messo in discussione, e allora abbiamo bisogno di una guida interiore, perché i valori esterni non sono più in grado di offrirla.
Con ciò la stabilità del mondo viene a basarsi soltanto sulla nostra stessa affidabilità, sul fatto di poter contare su noi stessi.»
(C.G. Jung – Seminari sullo Zarathustra di Nietzsche, 1934-39 – Bollati Boringhieri, p.287
Jung Italia . Grazie
