Per una esperienza di immediatezza.
“Si è a casa sotto il cielo.
Si è a casa dovunque su questa terra, se si porta tutto in noi stessi.” Etty Hillesum
Per una esperienza di immediatezza.
“Si è a casa sotto il cielo.
Si è a casa dovunque su questa terra, se si porta tutto in noi stessi.” Etty Hillesum
COSI’ GLI ANTICHI PREGAVANO EROS ❤
” Ti invoco, origine di ogni divenire, che spieghi le tue ali su tutta la terra, tu inavvicinabile e infinito, che ispiri pensieri di vita a tutte le anime, che tutti hai fuso insieme, con il tuo potere. Tu primogenito, creatore dell’universo, dalle ali d’oro, tu oscuro, che veli tutti i propositi ragionevoli e ispiri tenebrose passioni, tu segreto, che vivi nascosto in tutte le anime, che susciti il fuoco invisibile toccando ogni cosa animata, tormentandole instancabile con voluttà e dolorose delizie da quando esiste l’universo; che provochi il dolore con la tua presenza. A volte ragionevole, a volte insensata. Tu per il quale gli esseri umani con ardire trascurano il dovere e presso il quale cercano oscuro rifugio. Tu ultimogenito, il fuorilegge, lo spietato, l’inesorabile, l’invisibile, il generatore senza corpo delle passioni. Tu arciere e portatore di fiaccola, tu signore di ogni percezione spirituale e di tutte le cose nascoste, tu signore dell’oblio, tu padre del silenzio, per il quale e verso il quale ogni luce si irradia, bambinello quando nasci nei cuori, vegliardo quando sei consumato …”
Papyri Graeciae Magicae, trad. da Marie-Louise von Franz, L’asino d’oro, p.75
” Eros non è sentimento, ma ha a che fare con i sentimenti; non è un modo di pensare ma ha a che fare con il pensiero; non è un modo di essere, anche se può esprimersi in un’infinità di modi di essere. Per questo, io credo, gli antichi lo sentivano così diverso dagli altri dèi. Un demone, più che un dio. […] L’eros colpisce il punto centrale e mette l’anima alla prova: ce la farà a sopportare il bruciore di quella ferita o rimarrà distrutta dal suo fuoco? Non è questione oziosa perchè, o si riesce ad accogliere l’eros, o l’anima muore “.
Marina Valcarenghi, Il padre del silenzio
Maturità dell’uomo: significa aver ritrovato la serietà che da fanciulli si metteva nei giochi.
-Nietzsche
Morale e libertà procedono di pari passo.
Il tu devi e il tu sei sono gabbie.
s’impara ad andare in linea retta solo camminando senza alcun binario: solo allora si apprende che cosa siano la vera obbedienza e la vera responsabilità.
Finché si cammina tra due alte pareti, dal cui percorso è impossibile deviare, non c’è né libertà né responsabilità, e tanto meno una qualunque altra virtù; potete essere completamente ubriachi, e ciò nonostante andare dritto. Se siete stretti tra due pareti, vi è semplicemente impossibile andare a zig-zag.
Ora, può darsi che, durante le molte centinaia d’anni che caratterizzano una civiltà consolidata, possa prevalere tale condizione: una strada sicura fiancheggiata da solidi muri.
Giunge però un tempo in cui questi stessi muri cadono, e a questo punto ci troviamo all’improvviso a dover dipendere da noi stessi. Tutto viene messo in discussione, e allora abbiamo bisogno di una guida interiore, perché i valori esterni non sono più in grado di offrirla.
Con ciò la stabilità del mondo viene a basarsi soltanto sulla nostra stessa affidabilità, sul fatto di poter contare su noi stessi.»
(C.G. Jung – Seminari sullo Zarathustra di Nietzsche, 1934-39 – Bollati Boringhieri, p.287
Jung Italia . Grazie
Un giorno incontriamo la persona giusta. Restiamo indifferenti, perché non l’abbiamo riconosciuta: passeggiamo con la persona giusta per le strade di periferia, prendiamo a poco a poco l’abitudine di passeggiare insieme ogni giorno. Di tanto in tanto, distratti, ci chiediamo se non stiamo forse passeggiando con la persona giusta: ma crediamo piuttosto di no. Siamo troppo tranquilli; la terra, il cielo non sono mutati; i minuti e le ore fluiscono tranquillamente, senza rintocchi profondi nel nostro cuore. Noi ci siamo sbagliati già tante volte: ci siamo creduti in presenza della persona giusta, e non era. E in presenza di quelle false persone giuste, cadevamo travolti da un tale impetuoso tumulto che quasi non ci restava più la forza di pensare: ci trovavamo a vivere come al centro d’un paese incendiato: alberi, case e oggetti divampavano intorno a noi. E poi di colpo si spegneva il fuoco, non restava che un po’ di brace tiepida: alle nostre spalle i paesi incendiati sono tanti che non possiamo più nemmeno contarli. Adesso niente brucia a noi. Per settimane e mesi, passiamo i giorni con la persona giusta, senza sapere: solo a volte, quando rimasti soli ripensiamo a questa persona, la curva delle sue labbra, certi suoi gesti e inflessioni di voce, nel ripensarli, ci dànno un piccolo sussulto al cuore: ma non teniamo conto d’un così piccolo, sordo sussulto. La cosa strana, con questa persona, è che ci sentiamo sempre così bene e in pace, con un largo respiro, con la fronte che era stata così aggrottata e torva per tanti anni, d’un tratto distesa; e non siamo mai stanchi di parlare e ascoltare. Ci rendiamo conto che mai abbiamo avuto un rapporto simile a questo con nessun essere umano; tutti gli
esseri umani ci apparivano dopo un poco così inoffensivi, così semplici e piccoli; questa persona, mentre cammina accanto a noi col suo passo diverso dal nostro, col suo severo profilo, possiede una infinita facoltà di farci tutto il bene e tutto il male. Eppure noi siamo infinitamente tranquilli. E lasciamo la nostra casa, e andiamo a vivere con questa persona per sempre: non perché ci siamo convinti che è la persona giusta: anzi non ne siamo affatto convinti, e abbiamo sempre il sospetto che la vera persona giusta per noi si nasconda chissà dove nella città. Ma non abbiamo voglia di sapere dove si nasconde: sentiamo che ormai essere ben poco da dirle, perché diciamo tutto a questa persona forse non giusta con cui adesso adesso: e il bene e il male della nostra vita noi vogliamo riceverlo da questa persona e con lei. Scoppiano fra noi e questa persona, ogni tanto, violenti contrasti: eppure non riescono a rompere quel ritmo infinita che è in noi. Dopo molti anni, solo dopo molti anni, dopo che fra noi e persona si è intessuta una fitta rete di questa abitudini, di ricordi e di violenti contrasti, sapremo infine che era davvero la persona giusta per noi, che un’altra non l’ dobbiamo sopportare, che solo a lei possiamo chiedere tutto quello che è necessario al nostro cuore.
Natalia Ginzburg (da Le piccole virtù )
SIMONE WEIL E LA RADICE DEL GRANDE SEGRETO
«Abbiamo visto che la mente innamorata conosce due possibilità: aderire al mondo presente, oppure postulare un mondo diverso e più giusto. La prima possibilità ragiona dal punto di vista fisico o ontologico all’insegna di ciò che è; la seconda dal punto di vista etico all’insegna di ciò che dovrebbe essere. Per la prima il concetto guida è l’essere, oppure la realtà; per la seconda il concetto guida è il bene, oppure la giustizia. La prima è la via dell’immanenza, la seconda la via della trascendenza.
Vi è un passo di Simone Weil, scritto in un giorno imprecisato dell’inizio 1942, che è una condensazione fulminante di tutto ciò. Lei stessa era consapevole della sua importanza perché lo sottolineò, come appare dall’edizione dei Quaderni che lo riporta al corsivo. Eccolo:
«Identità del reale e del bene. Necessità come criterio del reale. Distanza tra il necessario e il bene. Sbrogliare questo. È della massima importanza. È qui la radice del grande segreto».
Riscrivo il brano suddividendolo logicamente e inserendovi le mie osservazioni:
– «Identità del reale e del bene. Necessità come criterio del reale»: è la visione che governa il pensiero stoico, di Spinoza, di Hegel, di Nietzsche, e in genere delle filosofie e delle religioni (tra cui in primo luogo l’islam) che insistono sul primato della necessità, sia di tipo personale (Dio) sia di tipo impersonale (Destino), che domina il corso delle cose.
– «Distanza tra il necessario e il bene»: è la visione che governa il pensiero della profezia ebraica e di Gesù, di Platone, di Kant, di Dostoevskij, di Jaspers, e in genere delle filosofie e delle religioni (tra cui in primo luogo l’ebraismo della linea profetica e sapienziale) che insistono sulla realtà della libertà con la sua indeterminazione e sul primato della giustizia.
– «Sbrogliare questo. È della massima importanza. È qui la radice del grande segreto»: questo è il compito del pensiero.
Il punto, però, è che nessuno riuscirà mai a sbrogliare questo nodo inestricabile, perché vi sono ragioni legittime a favore di una istanza e dell’altra. È solo l’amore che pervade la mente a collocare un essere umano che pensa su una via oppure sull’altra».
L’ho sempre creduto
La solitudine non deriva dal non avere persone su una persona, ma dall’incapacità di comunicare le cose che sembrano importanti per se stessi, o dall’avere certi punti di vista che gli altri trovano irricevibili. Se un uomo ne sa più degli altri, diventa solo. Ma la solitudine non è necessariamente inimica alla compagnia, perché nessuno è più sensibile alla compagnia dell’uomo solo, e la compagnia prospera solo quando ogni individuo ricorda la propria individualità e non si identifica con gli altri! ~Carl Jung
(Libro: ricordi, sogni, riflessioni)
La mano e l’industria.
Il tempo e l’affanno.
L’estetica e l’economia
Due muri di mattoni, si assomigliano, fanno lo stesso lavoro, ma solo uno di loro sa parlare.
Aggiungo, io, un esercizio sul vuoto e la sua infinita possibilità .
Se il tempo avesse una forma, avrebbe la forma del coperchio


Il blog di Eddy Cilìa
People United for Peace
POESIA SEI LA LUCE CHE MI GIRI FIN QUANDO NON MI CANTI
Cosa c’è alle spalle del mondo? Il confine per un Mondo più grande. Tracciando la strada per le scienze umane.
О себе, о женщинах, об особенностях женского организма, об изменениях, связанных с возрастом. О красоте и здоровье, о том, чтобы сохранить их в условиях дефицита времени. О том, как сделать так, чтобы чувствовать себя королевой, чтобы окружающие видели её в вас.