Parlare dell’oggi è necessario come necessario è soddisfare i bisogni primari. Rientra anche, mi dico, nelle competenze dell’homo domesticus ( è un brand protetto, attento. ) oggi tanto di tendenza

Nei bisogni primari ci sono il cibo e il bisogno di protezione ( Maslow ) diciamo rimossi nell’occidente sbadato e non aggiungo altro.

La narrazione, dice Baricco, è lo strumento degli strumenti. Apre a dubbi e soddisfa curiosità. Anche una storia d’amore è più narrazione che accadimenti. pensateci.

Bene io qui incontro un filosofo, un medico, un carabiniere , Jung , uno scrittore , una canzone.

Ho ascoltato molto, letto tanto, dormito quanto basta, mi sono nutrito con il conta gocce omeopatico della spesa intelligente, sognato vacanze mirabolanti a porto Corsini come gli ultimi 10 anni della mia vita terrena poi mi sono rifugiato poeticamente nei fossi della mia campagna attorno al paesello per giustificare gli e-motivi inconsci ribelli. 

Questo è quello che ho anche scritto nella auto dichiarazione obbligatoria per giustificare la propria esistenza, fuori del mantra #iorestoacasa #andratuttobene #che figoilmiodivano, i balconi ,  yea yea.

Poi le cose succedono e gli inconsci ribelli diventano consci e tra sogno e realtà, l’immaginario prende una direzione nuova.  L’incontro con la giustizia e le forze dell’ordine.

 

Prima o poi la giustizia entra a far parte nel gioco della rinascita, penso tra me e me. Il dialogo è circa questo.

io. Hai visto il papa ? lui cammina solo, fa pellegrinaggio! fa bene il suo lavoro, non credi ? io faccio il mio. Sono distanziato fisicamente ma non ancora socialmente. può bastare ? Pensi che anche dio ha creato il Mondo nascondendosi, quando si nasce si dice venire alla luce proprio perchè si proviene dal buio ? .. e cosi via. Gli racconto il mio isolamento.

Lei chi è ? Alberto un antropologo di un epoca di passaggio , rispondo. Penso tra me e me che ognuno è quello che si sente. oggi più che mai.

NO. pausa epica..poi.  “Io faccio le multe non le leggi”.

Mi sembrava Giulio Cesare o Hitler. Torno a casa, nel mio ruolo sociale sospeso, senza multa per una pigrizia latina mischiata ad una passeggera simpatia molto apprezzata.

Sarà dura, oggi.  Sorrido, anche, e torno a casa. Un lungo viaggio.

L’immagine dello scontro con la giustizia non mi molla. Devo spegnermi un attimo con una sigaretta. Non vorrei che vincesse su questa.

 

Domestico centra con addomesticare ?  Il piccolo principe voleva addomesticare la volpe ? Le forze dell’ordine oggi? Ho infranto la legge, sono un untore ? 536€ di multa ? panini e mortadella per il prossimo mese?  quante domande in questi tempi vuoti e pienissimi allo stesso tempo.

La sera prende forma e con lei la voglia di coccole che diventano pensieri. Le domande rimangono però, anzi con il buio si intensificano.

Il virus e la comunicazione virale con le sue nuove velocità emotive che spostano equilibri e indirizzano rotte e mi ritrovo qui.

“La verità è esclusivamente universale e la realtà è esclusivamente particolare e tuttavia sono inseparabili, anzi fanno una cosa sola. (S.Weil)” 

Ecco, nella parola della poesia, trovo il senso oltre ai numeri e le leggi.

La paura della PANdemia e il mito di PAN abitato nell’inconscio collettivo che vorrei diventasse patrimonio dell’umanità assieme alle Piramidi. Il mito che racconta della forza contro natura , il panico, la morte , l’incesto ecc. lo sento vicino sia nella realtà, nell’immaginario e perfino tra un poc corn e la liquirizia ieri sera nelle infinite serie tv  ( black spot ) che sostituiscono le preghiere prima di addormentarci.

Leggendo Jung per diletto, per difesa e per necessita a volte anche mi ci innamoro per vie traverse, devo dire che prevedeva già una perdita del valore del apparato simbolico di questa epoca “contro natura” e usa e getta dipendente.

Tante cose sappiamo in questa epoca di viralità diffusa e di solitudini complesse che mi piacerebbe costruirmi un baricentro di un nuovo procedere. Permettermi di cercare nuove metafore di trasformazioni ecco cosa cerco. ora più che mai !

Raffaele K Salinari oggi alla radio del lupo e contadino con una saggezza scapigliata mi ha regalato tanti spunti e questa voglia di ritrovarmi qui.

Tra inconscio collettivo materia della psiche e delle coscienze inquiete, viralità e immobilismi,  bioetecnologie e ricette della nonna , statistica e matematiche elementari , protestantesimo e cristianesimo zen, hippy e trader finanziari, liberismo e decrescita , la Germania e la Korea del sud, i vivi e i morti,  l’efficienza e la fortuna, il sistema immunitario e gli immuno depressi, mi piacerebbe mettere insieme un modello altro, alto che comprenda tutto.  utopie e etorotopie*

Leggerò Focoult e la sua visione legata al concetto filosofico del termine da lui inventato di Eterotopia*  ecco cosa dice, per non lasciarvi soli..

«Case chiuse e colonie sono due tipi estremi di eterotopia e se si pensa, dopotutto, che la nave è un frammento di spazio galleggiante, un luogo senza luogo, che vive per se stesso, che si autodelinea e che è abbandonato, nello stesso tempo, all’infinità del mare e che, di porto in porto, di costa in costa, da una casa chiusa all’altra, si spinge fino alle colonie per cercare ciò che esse nascondono di più prezioso nei loro giardini, comprendete il motivo per cui la nave è stata per la nostra civiltà non solo il più grande strumento dello sviluppo economico, ma anche il più grande serbatoio d’immaginazione. La nave è l’eterotopia per eccellenza. Nelle civiltà senza battelli i sogni inaridiscono, lo spionaggio rimpiazza l’avventura, e la polizia i corsari.»

torno fuori, ora non c’è proprio nessuno. forse solo la luna.